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Sabato, 13 Aprile 2024
Cronaca

Insultate da un automobilista, vigilesse si rivolgono al clan: mafiosi gli rubano l'auto per punirlo

L'episodio nelle carte dell'inchiesta 'Codice interno'. Le due agenti, anziché segnalare l'accaduto all'autorità giudiziaria, avrebbero chiesto aiuto a uno degli indagati

Si sarebbero rivolte a un 'fedelissimo' del clan Parisi verosimilmente per 'punire' un automobilista  che aveva rivolto loro degli insulti. L'episodio, relativo a due vigilesse della Polizia locale di Bari, emerge dalle carte dell'inchiesta della Dda di Bari 'Codice Interno'

Negli atti, come riporta l'Ansa, i pm hanno evidenziato "il comportamento di assoluta 'riverenza' assunto da due vigilesse", che avrebbero dovuto reagire segnalando l'accaduto all'autorità giudiziaria. Ma, sempre secondo gli inquirenti, "l'autorità da loro riconosciuta è quella criminale mafiosa visto che entrambe si rivolgono" al soggetto ritenuto vicino al clan Parisi, Fabio Fiore, "per metterlo al corrente del comportamento penalmente rilevante tenuto dal trasgressore", chiamandolo al telefono in almeno cinque occasioni. 

L'auto dell'uomo coinvolto nell'episodio fu successivamente rubata e ritrovata lo stesso giorno della denuncia: secondo gli investigatori, riporta ancora l'Ansa, la vettura fu presumibilmente rubata su indicazione di Fiore "come ritorsione al comportamento irriguardoso tenuto dall'uomo nei confronti delle vigilesse".

"Un episodio certamente spiacevole - scrivono ancora i pm, come riporta l'Ansa - ma che non giustifica l'operato dei predetti pubblici ufficiali, i quali sono perfettamente consapevoli che un furto commissionato o delle lesioni procurate o altro genere di ritorsione di tipo mafioso sono azioni che non possono avere origini da appartenenti della Pubblica Amministrazione ed in questo caso da due agenti di Polizia Giudiziaria e Pubblica Sicurezza". 
 

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