Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Barletta, oggi i funerali. E' polemica sulle parole del sindaco

Alle 15 in piazza Roma ci sarà il funerale delle cinque vittime del crollo della palazzina in via Roma. Nel frattempo il sindaco Maffei 'scagiona' i proprietari della maglieria, rei di offrire lavoro nero, ed è polemica

Oggi a Barletta sarà il giorno del dolore collettivo: alle 15, infatti, si terranno i funerali delle quattro donne e della 14enne che hanno perso la vita lunedì nel crollo di una palazzina in via Roma mentre si trovavano in un maglificio al piano terra dell'abitazione. I funerali delle vittime si svolgeranno all'aperto, in piazza Roma: la cattedrale, infatti, è troppo piccola per ospitare il grande cordoglio atteso nel primo pomeriggio e, di conseguenza, il rito funebre, tenuto dall'arcivescovo di Trani e Barletta Mons.Giovanni Battista Pichierri, si terrà nella piazza principale. Presente alla commemorazione delle quattro donne, vittime per via di un lavoro necessario per sopravvivere ma sottopagato e irregolare, ci sarà anche il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che incarnerà il dolore del mondo del lavoro per la scomparsa delle quattro operaie. Dolore anche per Maria, la ragazza 14enne che ha condiviso il destino delle quattro operaie. La giovane, figlia dei titolari del laboratorio, si trovava per caso nel luogo della tragedia al momento del crollo perdendo la vita e attorno alla sua bici e al suo zaino, ancora appoggiati vicino a quello che era l'ingresso del laboratorio, sono spuntati mazzi di fiori e lumini in segno di lutto.

Nel frattempo, hanno scatenato un'accesa polemica le parole pronunciate dal sindaco di Barletta Nicola Maffei: il primo cittadino commentando quanto accaduto nei giorni scorsi aveva detto: "Qualora venga accertato che le operaie morte nel crollo lavoravano in nero o in condizioni di sicurezza precarie, questo significherebbe soltanto che si tratta di un fenomeno diffuso anche da noi. Non mi sento di criminalizzare chi, in un momento di crisi come questo viola la legge assicurando, però, lavoro. A patto che non si speculi sulla vita delle persone. Sarebbe un paradosso se i titolari della maglieria, dopo aver perso figlia e lavoro, venissero anche denunciati". Il tentativo di 'scagionare' in qualche modo i proprietari del laboratorio nonostante la loro offerta di lavoro irregolare non è infatti piaciuto al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che ha condannato in modo deciso tale costume: "Lo sfruttamento di esseri umani in catene produttive che somigliano a una forma moderna di schiavitù è una patologia che va estirpata, un indicatore di regresso e di inciviltà. Morire di lavoro è la più grande vergogna del nostro tempo. Non si può in alcun modo e per nessuna ragione giustificare il lavoro illegale". Reazione che ha portato al, seppur parziale, dietrofront di Maffei che ha corretto il tiro in merito alle sue precedenti dichiarazioni precisando: "Non volevo biasimare in alcun modo quelle lavoratrici o lavoratori che, in un momento di oggettiva e riconosciuta crisi economica nazionale e internazionale, accettano condizioni di lavoro non tutelate o mancanti di qualsiasi diritto pur di poter offrire alle proprie famiglie il giusto sostentamento. Affermare questo è evidentemente ben diverso dal giustificare il fenomeno del lavoro nero per il quale auspico che le autorità preposte facciano accertamenti dai quali scaturiscano, quando necessario, i provvedimenti sanzionatori per le inadempienze".

E, a tal proposito, proseguono gli accertamenti per valutare l'eventuale responsabilità dell'accaduto: la polizia, nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla procura di Trani, continua ad interrogare testimoni, parenti delle vittime e superstiti, insieme con tecnici comunali. Si indaga, attualmente contro ignoti, per omicidio colposo plurimo e per disastro colposo. I residenti del palazzo avevano chiesto e ottenuto il 30 settembre scorso un sopralluogo da parte dei tecnici comunali chiusosi, però, con una relazione ancora non nota. Bisognerà capire se il crollo sia avvenuto per le lesioni della struttura (quindi non adeguatamente valutate dai tecnici) o se sia stato provocato da un fattore esterno, magari legato ai lavori per il completamento della demolizione del palazzo attiguo. Il sindaco ha acquisito copia della documentazione riguardante le procedure amministrative per i lavori nella zona e sulla verifica compiuta il 30 settembre. Bisognerà capire se quel sopralluogo si sarebbe dovuto concludere con una ordinanza immediata di sgombero e, in tal caso, perchè non sia stato attuato.

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