Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Bimba che viveva come il suo cane, l'inchiesta non sarà archiviata

Il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, ha annunciato che coordinerà in prima persona l'inchiesta per abbandono di minore e maltrattamenti. Le indagini saranno affidate a un nucleo specializzato nella tutela dei minori della Polizia

Non sarà archiviato il caso della bambina ritrovata un anno e mezzo fa in un'abitazione del rione Carrassi, dove viveva in condizioni di assoluto degrado e abbandono mangiando da una ciotola posata per terra e dormendo in un armadio come il suo cane.

L'INTERVENTO DI LAUDATI - Dopo le proteste e le reazioni indignate seguite all'annuncio del pm inquirente, che si era detto costretto ad archiviare il caso in assenza di una testimonianza della bambina (che ha nove anni ma ancora non parla), è intevenuto il procuratore capo di Bari. Nella serata di ieri Laudati ha fatto sapere di aver assegnato a sè stesso il fascicolo di indagine aperto nell'ottobre 2010 e di essere intenzionato a proseguire l'inchiesta, aggiungendo all'ipotesi di reato di violenza sessuale su minore anche quelle di abbandono e maltrattamento di minore.

LE DICHIARAZIONI DEL PROCURATORE - "Ho preso il fascicolo ieri - ha detto Laudati - e leggendolo confesso di aver trovato momenti di commozione perché la storia di questa bambina che ora ha 10 anni, per tutti noi rappresentanti della società, deve costituire un monito. L'indagine era partita per abusi sessuali che la bambina ha evidentemente ricevuto e che le indagini non sono riuscite a ricostruire a pieno ma questa vicenda ha altri aspetti importanti da chiarire".

LE NUOVE INDAGINI - Secondo quanto comunicato da Laudati le indagini saranno svolte da un nucleo specializzato nella tutela dei minori della Polizia di Stato per accertare non soltanto le responsabilità dei genitori, entrambi comunque affetti da problemi psichici, ma anche eventuali negligenze da parte degli assistenti sociali. All'epoca della scoperta del caso, infatti, la famiglia era già seguita dai Servizi sociali del Comune di Bari, e gli assistente sociali visitavano la casa ogni quindici giorni. "Per questa ragione - ha dichiarato Laudati - credo che l'ipotesi investigativa da perseguire sia l'abbandono di minori e i maltrattamenti, per individuare responsabilità dirette o indirette sotto il profilo dell'omissione di comportamenti, perché a me pare incredibile che una situazione di questo tipo non sia stata fronteggiata".

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