Cronaca

Bindi visita i bar confiscati alla mafia: "Importante restituire questi beni alla comunità"

Oggi a Bari la visita della Commissione Parlamentare Antimafia guidata da Rosy Bindi. Prima tappa l'incontro con i dipendenti del bar della stazione Bari Nord e di Gasperini, confiscati a marzo scorso ad un presunto prestanome del clan Parisi. Bindi: "Dimezzeremo i tempi dei procedimenti di confisca"

Prima l'incontro con i dipendenti del bar della stazione ferroviaria Bari Nord, poi con quelli della gelateria Gasperini in via Sparano. La missione a Bari della Commissione Parlamentare Antimafia presieduta dall'onorevole Rosy Bindi si è aperta con la visita a due luoghi simbolo della lotta alla criminalità: entrambi i locali, infatti, appartenevano ad un sorvegliato speciale barese, ritenuto un prestanome del clan Parisi, e a marzo scorso sono stati confiscati, diventando definitivamente parte del patrimonio dello Stato.

Bindi ha ascoltato la storia raccontata dai lavoratori del bar della stazione: era stata proprio la loro denuncia, due anni fa, a far scattare le indagini che hanno portato all'arresto degli ex titolari, i quali, nonostante il sequestro giudiziario già avvenuto, avevano continuato ad estorcere denaro ai dipendenti.


 
"Abbiamo ottenuto grandi risultati nella confisca dei beni alla mafia - ha detto Rosy Bindi rispondendo alla domande dei giornalisti - dobbiamo ottenere risultati ancora migliori nell'assegnazione di questi beni, che devono tornare alla comunità, per produrre lavoro, sviluppo e crescita, ma soprattutto per moltiplicare il valore della legalità e della solidarietà". "Ci sono ancora delle criticità, qui come altrove, - ha proseguito Bindi - però ci sono buone pratiche ed è giusto che la commissione antimafia, che per prima si è concentrata sui beni confiscati, le valorizzi. E noi siamo qui per questo".

E tra le criticità, figurano anche quelle legate alla lentezza del procedimento giudiziario che porta dal sequestro alla confisca e all'assegnazione dei beni: "Troppo lento il procedimento giudiziario - ha commentato Bindi - ma è venuto a mancare anche in questi anni il ruolo dell'agenzia nazionale. Infatti noi proponiamo alcune riforme al procedimento giudiziario, ma soprattutto proponiamo una nuova agenzia, capace di affiancare i magistrati  nella fase del sequestro, e di richiamare alla responsabilità tuti gli attori del sistema". "Noi ci siamo resi conto - ha sottolineato Bindi - che se i mafiosi riescono a tenere per molto tempo alcuni beni è perchè qualcuno si è girato dall'altra parte, o gli ha dato una mano". "Adesso noi chiediamo a tutti, dopo aver tolto i beni ai mafiosi, di dare una mano alle istituzioni per restituire questi beni alla comunità".

"Il procedimento giudiziario, tra il sequestro, la confisca e l'assegnazione può raggiungere anche i 10 anni, ma ci sono state buone pratiche che sono riuscite a fare tutto anche in 5 anni. Noi ci auguriamo non dico di dimezzare questi tempi, ma ci potremmo anche riuscire. Con alcuni accorgimenti nel procedimento giudiziario noi riusciamo a dimezzare i tempi".

"C'è un problema culturale intorno al tema della mafia a tutto tondo. Nel senso che io mi vado convincendo che la forza più grande dei mafiosi, accanto alle loro organizzazioni, è rappresentata dalla nostra indifferenza, dalle nostre zone grigie, e talvolta anche da una semplice legalità sostenibile, quella che magari pratichiamo ma che non ci scomoda troppo". "Se per ogni mafioso assicurato alla giustizia da parte dei magistrati e delle forze di polizia ci fosse da parte nostra l'impegno a motivare molti cittadini, giovani soprattutto, contro la mafia, - ha concluso Bindi - io credo che saremmo in  grado di sconfiggerla in questo Paese".

La visita della Commissione parlamentare Antimafia è proseguita con la partecipazione, al Palagiustizia di via Nazariantz, alla presentazione ufficiale del progetto "Colomba della Legalità", sponsorizzato dall'Associazione Nazionale Magistrati di Bari, dall'Ordine degli avvocati, con l'adesione di Libera e Unioncamere Puglia.

Nel pomeriggio in Prefettura si terranno le audizioni del Prefetto, del Questore, del Comandante Provinciale dei Carabinieri, del Comandante Provinciale della Guardia di Finanza e del Responsabile della DIA, poi l'incontro con i magistrati e con alcune associazioni antimafia.

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