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"Canotte, birra e panzerotti'': smantellato cartello della droga a Bitetto, 24 arresti

Blitz alle prime luci dell'alba dei Carabinieri: 150 uomini impegnati, coadiuvati da unità cinofile ed elicotteri. Tra gli arrestati anche alcuni giovanissimi. Per nascondere lo spaccio venivano utilizzate parole in codice

Blitz dei carabinieri, dalle prime luci dell'alba, a Bitetto, per eseguire una ventina di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del tribunale di Bri, su richiesta della Procura della Repubblica, ai danni di un presunto cartello criminale della droga ascrivibile, secondo gli inquirenti, al clan Zonno, attivo nella zona. Circa 150 i militari impegnati, supportati da un elicottero dell'Arma e da unità cinofile antidroga, impegnate in numerose perquisizioni personali e domiciliari. In manette sarebbero finiti anche alcuni giovanissimi utilizzati per lo spaccio, minorenni al momento dell'avvio delle indagini, scattate nel 2013.. Per occultare la 'droga' venduta, nel corso delle telefonate intercettate dai militari, i malviventi avrebbero usati termini in codice come "birra" o 'bil'. Dalle registrazioni emerge tutto il linguaggio criptato per occultare l'attività: "Scendi il coso piccolo e mettilo nel coso bianco; vieni al “paciotto” con la cosa grossa; si, due pacchi, il motore lo devi pagare in contanti; quelle due mutande celesti; la canottiera bianca; complimenti è buona la birra; quanti panzerotti vuoi?" si legge nei filmati resi disponibili dall'Arma.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

IL VIDEO DEL BLITZ

Le indagini, condotte dalla Compagnia di Modugno, sono cominciate proprio 3 anni fa, dopo un duplice tentato omicidio, avvenuto a Grumo Appula, quando i militari, oltre a far emergere le responsabilità dell’agguato, scoprirono anche una florida attività di spaccio di stupefacenti, nel vicino comune di Bitetto e nelle cittadine limitrofe, tra cocaina e hashish, documentata dai sequestri effettuari dai Carabinieri. Gli arrestati avrebbero ricoperto vari ruoli nel 'cartello' sgominato questa mattina, tra acquirenti, trasportatori, consegnatari delle partite di stupefacenti e pusher. La forza del gruppo criminale era data anche dalla disponibilità di armi, così come riscontrato lo scorso 20 febbraio, quando ad uno degli indagati furono trovate  una novantina di munizioni di vario calibro. Tra gli episodi nell'inchiesta, anche l'incendio dell'auto del Comandante protempore della Stazione Carabinieri di Bitetto, avvenuto il 23 maggio 2014: tra gli arrestati di oggi, risultano due presunti esecutori materiali dell'atto intimidatorio.

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