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Parlano via radio con 'il complice', ma danno appuntamento ai carabinieri: ladri d'auto in manette

I malviventi sono caduti nella trappola tesa dai militari, che, dopo aver recuperato la ricetrasmittente effettivamente usata da un complice, si sono finti componenti della banda. Tre giovani arrestati

Comunicando attraverso una ricetrasmittente, hanno dato appuntamento al "complice" in una zona di campagna, dove la banda avrebbe dovuto ritrovarsi con l'auto rubata qualche ora prima. I malviventi, però, non si sono accorti che a parlare, dall'altra parte, non c'era effettivamente il loro complice, ma i carabinieri. E così, sul luogo dell'incontro, sono scattate puntuali le manette.

E' accaduto la notte scorsa a Bitonto. L'intervento dei carabinieri è scattato dopo alcune segnalazioni di cittadini, che hanno riferito la presenza di due auto 'sospette' che procedono in colonna nelle campagne in contrada Pietragrossa, fra gli alberi di ulivo. I militari pedinano e riescono a bloccare una delle due auto, che nel frattempo prende una strada interpoderale,  con a bordo un giovane che, alla vista dei militari in borghese, non sa fornire indicazioni circa la sua presenza sul posto. 

All’interno dell’auto, però, una ricetrasmittente, occultata nel vano del cambio, continua a trasmettere la voce dei suoi complici, che chiedono informazioni sulla sua posizione. I militari comprendono subito che la seconda autovettura è ancora nelle vicinanze e che è il momento giusto per mettere in campo uno stratagemma semplice, ma geniale. 

Si sdraiano sul sedile posteriore dell’auto rubata condotta dal ladro d’auto e iniziano, in dialetto, a comunicare via radio con i rimanenti componenti della banda. Così i carabinieri danno appuntamento agli altri malviventi nei pressi di un campo adiacente e, puntuali, arrivano anche gli altri due giovani, che vengono subito ammanettati a bordo dell’autovettura risultata rubata qualche ora prima ad Altamura.  All’interno del mezzo, che aveva il quadro di accensione  manomesso, con la centralina sostituita, nonché il vetro laterale in frantumi, vengono ritrovati numerosi arnesi da scasso. I tre - bitontini, due trentenni ed un ventitreenne - non possono far altro che ammettere le proprie responsabilità: per loro è scattato così l'arresto, e la detenzione ai domiciliari.

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