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La fuga in auto dei killer dopo l'agguato ripresa dalle telecamere della zona - Foto sotto: Amendolara durante la sparatoria di luglio

La fuga in auto dei killer dopo l'agguato ripresa dalle telecamere della zona - Foto sotto: Amendolara durante la sparatoria di luglio

Omicidio Giampalmo a Bitonto: arrestato il 25enne Francesco Amendolara

L'agguato la sera del 10 marzo 2012: Giampalmo, 31 anni, si trovava compagnia di un altro giovane, rimasto ferito. Dopo anni di indagini la polizia è riuscita ad identificare uno dei presunti autori dell'omicidio

E' stato arrestato oggi all'alba, a Bitonto, il 25enne Francesco Amendolara, uno dei presunti autori dell'omicidio di Manuele Giampalmo, ucciso a colpi di pistola nel centro storico della cittadina la sera del 10 marzo 2012. Giampalmo, 31 anni, fu raggiunto da una raffica di colpi al torace. Un altro giovane che era con lui - Michele Vitariello, all'epoca dei fatti ventenne - rimase ferito ad un piede.

Dopo tre anni di indagini la polizia ha individuato Amendolara, ritenuto affiliato al clan 'Cipriano'. L'arrestato è accusato di omicidio con l'aggravante del metodo mafioso, di porto e detenzione di armi da sparo e ricettazione. Con lui ci sarebbe stato anche un complice, non ancora identificato.

L'OMICIDIO - Secondo quanto ricostruito dalla polizia, quella sera Amendolara, assieme al complice, avvicinò le due vittime a bordo di una autovettura, poi risultata rubata e successivamente rinvenuta completamente distrutta dalle fiamme, esplodendo diversi colpi di pistola. Giampalmo morì poche ore dopo il ricovero in ospedale, Vitariello restò ferito.

LE INDAGINI - Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dal locale Commissariato di Polizia, sparatoria-9supportate da numerose attività tecniche, da audizioni di testimoni e dai rilievi della Polizia Scientifica, hanno sin da subito inquadrato l'omicidio nel contrasto armato per il controllo dello spaccio nella cittadina, che vedeva contrapposti i clan Conte–Cassano, al quale le vittime erano ritenute vicine, e il clan Cipriano. In particolare, dalle indagini è emerso che la vittima aveva cominciato a spacciare nel centro storico di Bitonto, zona storicamente sotto il controllo del clan Cipriano. Amendolara era già agli arresti domiciliari in seguito ad un episodio avvenuto il 2 luglio 2013, quando nel centro cittadino di Bitonto furono esplosi numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo di un soggetto, appartenente al clan Conte, che era riuscito a sfuggire all'agguato. Le immediate indagini portarono al fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nei suoi confronti di Amendolara e di altre tre persone.

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