Terlizzi 'hub' dello spaccio di droga nel Barese: blitz dei Carabinieri, 27 arresti. Decapitato il clan Dello Russo

L'operazione 'Anno Zero' ha colpito duramente il sodalizio criminoso attivo in numerose aree del Nordbares e elagato ai Conte e, indirettamente, ai Capriati

Terlizzi 'hub' operativo dello smercio di droga nel Nordbarese, punto dal quale rifornirsi, sia per i piccoli clienti che per i grossi 'fornitori' su altre piazze, come quella di Bitonto e dintorni: è uno degli aspetti venuti alla luce nel corso del blitz messo a segno dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, coordinati dalla Dda del capoluogo pugliese che, questa notte, ha portato all'arresto di 27 persone, tra cui 19 in carcere e 8 ai domiciliari (con altri 2 attualmente ricercati), sgominando un'organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti con l'aggravante della disponibilità di armi.

Il blitz dei Carabinieri: le immagini

L'operazione, denominata 'Anno Zero', ha praticamente azzerato il clan Dello Russo, ritenuto dagli inquirenti legato al gruppo di Domenico Conte a Bitonto, a sua volta strettamente relazionato con i Capriati di Bari. Al vertice del gruppo terlizzese, per gli investigatori, Roberto Dello Russo, il quale sarebbe stato assistito da Giambattista Sario e Paolo Ficco. Oltre 300 i Carabinieri impiegati nell'operazione, che ha visto in campo anche i 'Cacciatori di Puglia', unità cinofile e il Nucleo Elicotteri. Ad aiutare gli investigatori, non solo intercettazioni ambientali ma anche le dichiarazioni di pentiti terlizzesi, nella prima fase d'indagine condotta dal 2014 al 2016, e bitontini, nella seconda parte dell'inchiesta.  Il gruppo si serviva di cellulari decisamente antiquati per sfuggire al controllo delle Forze dell'Ordine.

Il linguaggio criptato del clan

Differenti squadre di spacciatori, specializzate per tipo di stupefacente, dall'eroina alla cocaina, fino ad hashish e marijuana, raccoglievano le richieste da varie utenze intestate a terzi, nascondendo le parole più 'scottanti' con un linguaggio criptato, adoperando termini come 'mezza birra', 'una birra', 'mezz'ora', 'fratello grande' e 'fratello piccolo'. La rete si estendeva anche a Corato, Molfetta, Ruvo e Giovinazzo: la droga, già pronta in dosi, veniva occultata in contenitori nascosti tra i muretti a secco delle zone periferiche. I pusher, per mantenere ordine e disciplina nel clan, sarebbero stati minacciati e, in vari casi, malmenati per essere ricondotti 'alla ragione', In un caso, hanno spiegato gli inquirenti in conferenza stampa (assieme al procuratore aggiunto Francesco Giannella) uno degli spacciatori fu sfregiato al volto per punizione, poiché aveva "smerciato sulla piazza marijuana di cui si era approvigionato in un altro Comune".

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I tentacoli del gruppo arrivavano fino a Lecce con rapporti commerciali e rifornimenti di stupefacente. In questa maniera i Dello Russo avrebbero instaurato un vero e proprio monopolio dello spaccio a Terlizzi, soppiantando i rivali dei Baldassarre, con cui era stata portata avanti una faida dai tempi dell'omicidio di Giovanni Dello Russo nel 2004, gruppo criminale colpito da numerosi arresti negli ultimi anni, legato anch'esso ai Capriati.

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