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Blitz antimafia a Bari e Altamura: 17 arresti, sequestrate armi e droga

Operazione contro presunti capi e affiliati del clan Nuzzi. Circa 200 i Carabinieri impegnati negli interventi. Ai domiciliari anche un militare dell'Arma

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari ha portato a termine all'alba un blitz ai danni di "capi" e "affiliati" del clan 'Nuzzi' di Altamura. Sono stati oltre 200 i militari impegnati per l'esecuzione 17 arresti, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, detenzione e porto d'armi anche da guerra ed esplosivi, traffico di sostanze stupefacenti, omicidio, tentato omicidio, estorsione e danneggiamento. Ai domiciliari anche un appuntato scelto dell'Arma, già sospeso dal servizio, che avrebbe reso nota, per interposta persona, l'indagine ai vertici del clan chiedendo in cambio 2mila euro. Sequestrati anche due immobili per un valore di quasi mezzo milione di euro. Nel corso dei tre anni di indagine, i Carabinieri avevano già recuperato oltre 50 chili di droga tra cocaina, hashish e marijuana, nonché numerose armi, anche da guerra. per il blitz impiegati anche un elicottero, unità cinofile, metal detector e sofisticate strumentazioni.

VIDEO: LE IMMAGINI DEL BLITZ DI QUESTA NOTTE

Le indagini dei militari, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari, hanno documentato numerosi elementi che ricostruirebbero il clan con a capo Pietro Antonio Nuzzi, detto 'U leng', 34enne di Altamura, affiancato da Angelantonio Nuzzi, 37enne. Il gruppo avrebbe operato nel traffico di stupefacenti ma anche attraverso furti, patrimonio e acquisto di armi. Gli inquirenti, nel corso delle indagini, hanno anche scoperto i presunti mandanti di un alcuni omicidi e tentati delitti avvenuti ad Altamura negli scorsi. In particolare, il doppio agguato nel centro del paese in cui rimasero uccisi, il 27 marzo 2010, Rocco Lagonigro e Vincenzo Ciccimarra, sarebbe stato ordinato da Pietro Antonio Nuzzi  per assicurarsi il controllo del mercato della droga. Le vittime vennero raggiunte da un commando mentre si trovavano in un'auto e furono freddati con una ventina di colpi d'arma da fuoco.

Pietro Antonio Nuzzi, inoltre, avrebbe anche deciso, sempre per questioni riguardanti la vendita di stupefacenti, l'omicidio di Domenico Fraccalvieri, ucciso il 27 giugno 2011 ad Altamura mentre di si trovava nel garage della sua abitazione, sotto gli occhi della sorella che casualmente si trovava nel box. Infine, riconducibili al clan Nuzzi, secondo i magistrati, anche due tentativi di omicidio ai danni di Donato Francesco Rinaldi, scampato ad altrettanti agguati a distanza di un mese per le vie della città murgiana, il 30 novembre e il 31 dicembre del 2007, fatti mai denunciati dall'uomo.

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