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Traffico di migranti, arresti della Polizia: "Contatti con terroristi". Indagato dipendente del Comune

Operazione della Squadra Mobile coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Per gli inquirenti alcuni componenti della presunta organizzazione avrebbero avuto contatti con gruppi filo-jihadisti via social network

La Squadra Mobile di Bari, in collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di presunti trafficanti di uomini a Bari, Catania e Salerno In manette sono finiti alcuni cittadini somali accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla permanenza illegale di clandestini in Italia ed al successivo ingresso in Paesi esteri, favoreggiamento di immigrazione clandestina a scopo di lucro, uso di documentazione falsa, corruzione di incaricato di pubblico servizio e falso ideologico in atto pubblico: 15 le ordinanze eseguite dalla Polizia, 11 delle quali in carcere.

VIDEO - L'OPERAZIONE DELLA DDA: INDAGINI E ARRESTI

Dalle indagini di Squadra mobile, Digos e Sco è emerso l'utilizzo di canali 'money trasfer' illegali, usati dai presunti trafficanti per incanalare le somme inviate dalle famiglie dei migranti somali quale prezzo per l'organizzazione dei loro viaggi verso il nord Europa. Secondo gli inquirenti, alcuni componenti della presunta organizzazione criminale avrebbero, attraverso Facebook e altri social network, avuto contatti con soggetti ritenuti filo-jihadisti, vicini al gruppo terroristico somalo Al Shabaab.

Le indagini della Digos barese hanno documentato anche contatti telefonici diretti tra uno dei membri del sodalizio criminale con un cittadino somalo, già sottoposto a fermo in Italia nel luglio 2016 per aver fornito l'ingresso sul territorio nazionale, via Malta, di due due foreign fighters militanti dell'Isis/Daesh. La Polizia postale, inoltre, in esecuzione del provvedimento della Dda, ha oscurato i siti informatici non abilitati in Italia su cui gli indagati operavano effettuando i vati servizi a pagamento sia a beneficio dei membri dell'organizzazione che dei migranti. Tra gli indagati vi è anche un impiegato del Comune di Bari che si sarebbe lasciato corrompere per dichiarare falsamente inesistenti residenze di cittadini somali nel capoluogo pugliese. 

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