Operazione 'Gaming Machine', gli accordi tra clan e le parole dell'esercente sotto scacco: "Il bar ormai è vostro, io sto a fare il pupazzo"

Alcuni stralci delle intercettazioni diffusi dalla Finanza, che ha portato a termine il blitz con 36 arresti: "Anemolo vuole i soldi perché sta lui su Carrassi"

"E questo Vincenzo Anemolo, perché vuole questi soldi?" "Perché sta lui a Carrassi". E' il 29 febbraio del 2016 e gli investigatori, che indagano sugli affari dei clan baresi che hanno messo le mani nel settore dei giochi e delle slot machine, intercettano una conversazione negli uffici di un'azienda di gaming, durante la quale l'imprenditore discute del corrispettivo da elargire agli Anemolo di Carrassi per l'installazione di slot machine nel loro territorio:


M: E questo Vincenzo Anemolo, perché vuole questi soldi?
D: Perché sta lui a Carrassi. Ruggero, siccome Ruggero sta insieme a me, solamente a quattro parti, ha detto: Dario, questo è sclerotico". Dice, "Feluccio non si sarebbe mai permesso di chiedere...
M: di chiedere il pensiero
D: dice, "com'è, noi siamo rimasti che il pensiero non lo voleva per il "rispetto" di Nicola, ora questo viene a chiedere il pensiero su Carrassi!" Ma io a quante persone devo dare i soldi?

Nello stesso incontro, in un altro passaggio, "si discute - dicono gli investigatori - di investimenti effettuati dal clan Strisciuglio":

D: io ti volevo mettere in mezzo alle sale, perché in mezzo alle sale si prendono più soldi, ma nel noleggio, tu, se mi davi 100mila euro oggi, tu fallivi, tu fallivi. Allora io mi posso mai prendere i soldi tuoi per farteli buttare nel noleggio?
M: nel noleggio non conviene
D: Che cosa ti devo far buttare nel noleggio? Ho preferito tenerti nelle sale, i soldi che tu dovevi dare a me. Io l'investimento per cosa l'ho fatto? Per me? 430mila euro, 430mila euro! 22.000 euro al mese, lo sai quanti sono per un anno e mezzo?

Tra le intercettazioni agli atti dell'indagine, c'è anche una conversazione telefonica, effettuata in data 14 settembre 2015, in cui il noleggiatore parla con l'esercente di un bar, cui avrebbe imposto l'installazione delle sue slot. Dalle parole del titolare del bar, traspare la situazione di assoggettamento cui lo stesso sarebbe stato sottoposto:

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"Queste persone si mettono a portare cose e non mi avvisano... cioè alla fine il bar non è più mio, è vostro. Cioè di tutti, perché questo viene.. quello impone una cosa, quello impone l'altra tu imponi l'altra ed io cosa sto a fare il pupazzo".

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