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Test Invalsi, la denuncia degli studenti: "Minacciate punizioni verso chi ha aderito al boicottaggio"

L'Uds in una nota: "In alcune scuole i presidi hanno minacciato l'abbassamenti dei voti per chi ha scelto di non svolgere i test"

"Al ritorno a scuola dopo il boicottaggio dei test INVALSI, gli studenti e le studentesse si sono trovati a dover combattere contro presidi autoritari che hanno rivolto loro delle vere e proprie minacce che andavano ad attaccare il loro profitto finale".

E' quanto denuncia, in una nota, l'Unione degli studenti. Stando a quanto raccontano i ragazzi, all'indomani del 'boicottaggio' delle prove, che si sono svolte lo scorso 12 maggio, ad alcuni studenti che hanno aderito alla protesta sarebbe stato prospettato l'abbassamento dei voti.

"Al Liceo Scientifico Salvemini di Bari - è detto nella nota - è stato minacciato, dalla preside, l’abbassamento del voto della condotta e del profitto in generale ai ragazzi che hanno boicottato le INVALSI. Caso simile è avvenuto al Liceo Artistico De Nittis-Pascali, dove la preside ha girato le classi minacciando gli studenti di ripercussioni sui loro voti, tacciando di ignoranza i docenti e le docenti. Al Pietro Sette di Santeramo è stata minacciata la sospensione, dalla vicepreside,  per chi aveva deciso di non entrare il giorno della somministrazione dei test preferendo un’assemblea fuori scuola alla schedatura".

"Noi pensiamo - proseguono i ragazzi - che sia inaccettabile continuare con questa linea dura da parte dei presidi e delle presidi, pensiamo che sia inaccettabile con queste pratiche repressive che vanno a minare la possibilità degli studenti e delle studentesse di coltivare un pensiero critico, la possibilità da parte degli studenti e delle studentesse di scioperare o boicottare un sistema di valutazione che considerano sbagliato. Queste pratiche sono tutte riconducibili al profilo del preside-manager presente all’interno del ddl “Buona Scuola”. Noi come Unione degli Studenti continueremo la nostra battaglia contro il sistema di valutazione INVALSI e contro la “Buona Scuola” e invitiamo gli studenti e le studentesse a denunciare queste pratiche antidemocratiche, autoritarie e repressive. Non saranno delle minacce ad intimidirci, non saranno degli abbassamenti di voto a fermarci, il movimento non si arresta".

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