Cronaca

Cinquantamila ordigni bellici sul fondale, a rischio il cantiere per il nuovo porto di Molfetta

L'attività di rimozione delle mine, cominciata nel 2008, dovrebbe concludersi entro il 2016. Ma intanto i lavori per la realizzazione del nuovo porto rischiano di fermarsi

Cinquantamila bombe o residuati bellici sono ancora presenti sui fondali del porto di Molfetta e impediscono al cantiere del nuovo porto di proseguire i lavori. L'allarme viene dal sindaco della città del barese, Paola Natalicchio, che in una nota spiega come abbia '"chiesto a regione e Marina i fondi destinati alla bonifica e ci doteremo di un legale per chiarire le vicende oscure su questa vicenda: il cantiere rischia di fermarsi". Il tutto perche' la ditta appaltatrice dei lavori, la Cmc, "ha iscritto riserve per danni per 21,5 milioni di euro, in un appalto da 72 milioni", nei confronti del Comune di Molfetta a causa della persistente enorme quantità di ordigni e residuati bellici (48.000 bonificati e 50.000 da bonificare) ancora presenti sui fondali che hanno pregiudicato il normale svolgimento dei lavori.

L'attività di sminamento va avanti dal 2008 e si pensa di terminare nel 2016. I lavori del nuovo porto di Molfetta, la terza più grande opera in acqua attualmente cantierizzata dopo il Mose di Venezia e il porto di Civitavecchia, al 60% di stato di avanzamento, sono stati avviati dall'ex sindaco e attuale senatore Antonio Azzollini nel 2008 e si sarebbero dovuti concludere secondo crono programma nel gennaio del 2012. Tuttavia l'appalto non prevedeva la disponibilità delle 54 aree oggetto di bonifica inizialmente stimate, poi affidata allo Sdai (Servizio Difesa Antimezzi Insidiosi) della Marina Militare. Per gli stessi problemi di bonifica già nel 2010 il Comune di Molfetta ha riconosciuto all'azienda CMC attraverso una transazione 7,8 milioni di euro di risarcimento danni.

I lavori sono attualmente sospesi per ferie fino a settembre. "Faremo chiarezza - aggiunge il sindaco - ma non stiamo fermi. Abbiamo bisogno di 1,2 milioni di euro necessari a completare la bonifica, per questo ho chiesto alla regione che sblocchi le risorse destinate dal Ministero allo sminamento del basso Adriatico e vincolate dal patto di stabilità, intanto ho scritto alla Marina Militare chiedendo loro di anticipare la spesa''.
(ANSA)

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