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Il borgo antico di Bitetto

Il borgo antico di Bitetto

"Borghi Autentici pugliesi, ricchezza inesplorata", a Bitetto l'assemblea regionale BAI

Nel Comune barese l'incontro per fare il punto sul percorso di valorizzazione dei borghi più belli della Puglia, istituito dallla legge regionale 44 del 2013. La strategia vincente? Creare una rete tra piccoli e medi Comuni

Il Comune di Bitetto entra a pieno titolo nella delegazione pugliese del BAI (Borghi Autentici d’Italia). Nell’assemblea regionale che si è tenuta il 21 gennaio nella sala consiliare del Comune di Bitetto, sono stati indicati i rappresentanti regionali dell’Associazione che, solo in Puglia, conta una cinquantina di Comuni. Capo-delegazione è stato eletto Gianfilippo Mignogna, sindaco di Biccari, comune del Subappennino Dauno, con lui in delegazione il sindaco di Bitetto, Fiorenza Pascazio, il sindaco di Morciano, Luca Durante e l’assessore ai Beni culturali di Acquaviva delle Fonti, Eustacio Busto. 

Al di là del rinnovo delle cariche, l’incontro di Bitetto è servito per illustrare quello che il BAI sta facendo in rapporto alla legge regionale 44 del 2013 che stabilisce le “Disposizioni per il recupero, la tutela e la valorizzazione dei borghi più belli d’Italia in Puglia”. Un incontro proficuo perché interlocutore privilegiato è stato proprio l’assessore regionale alla Pianificazione Territoriale Anna Maria Curcuruto. 

Come lo stesso presidente nazionale del BAI, Ivan Stomeo ha sottolineato, la legge 44 rappresenta un’opportunità di grande rilievo per i piccoli e medi comuni, centri che però devono unirsi, far parte di un circuito come appunto è quello del BAI. E qui  “ritorna il concetto,  da ripetere - come lo stesso sindaco Pascazio ha detto – come un mantra, cioè quello della rete.  Da soli non si va da nessuna parte. Insieme in una costruzione orizzontale e tale che parta dalle esigenze di chi nei borghi ci vive, si può andare lontano,  accedere alla programmazione comunitaria, rivitalizzare i centri storici e farne centri attrattori per i flussi turistici nazionali e internazionali”. 

L’assessore Curcuruto ha ribadito che quello della rete è uno dei suoi impegni forti. “Costruire reti è l’unico sistema per contare un po’ di più e accedere a una varietà di finanziamenti . La 44 – sostiene Curcuruto, rivolgendosi ai tanti sindaci presenti – è già a misura per voi, viene riconosciuta la qualità dei borghi e la preservazione degli stessi. Non solo, ma spinge i Comuni a costituire dei circuiti. Se per esempio si sistema una piazza si tratta di un lavoro di manutenzione, ma se lo si fa in più Comuni, si crea un itinerario. La rete deve funzionare, è un punto di forza e rappresenta una maggiore riconoscibilità nei confronti di una scelta turistica”.  Rete che non riguarda solo il collegamento fra i vari Comuni ma anche per aree, dai parchi ai B&B, ai poli museali, alle aree archeologiche, alla eno-gastronomia. In tal modo con il coinvolgimento ampio dei diversi settori l’offerta turistica è chiaramente varia e ricca. 

Il segretario generale del BAI, Maurizio Capelli, collegato in video conferenza,  ha sottolineato la novità strategica e metodologica introdotta dal percorso che sta compiendo l’Associazione, una sfida che potrebbe indicare anche modi nuovi di fare politica, un modello di lavoro per le comunità e da realizzare nelle comunità.  Antonio Cardelli, coordinatore del progetto ha sottolineato che la legge 44 rappresenta innanzitutto un’operazione culturale, riconosce il valore delle reti, offre un contributo al miglioramento dell’aspetto turistico regionale, sottolinea l’importanza del partenariato pubblico/privato, promuove l’integrazione tematica, offre l’opportunità di una programmazione pluriennale con riferimento a quella comunitaria 2014-2020.  Il progetto del BAI è complesso e articolato, basato sull’idea-forza del “miglioramento continuo della qualità insediativa del contesto urbano dei borghi per realizzare sistemi di ospitalità volti a mobilitare il capitale umano e i patrimoni ambientali e culturali disponibili e, nel contempo, facilitare l’apertura delle comunità locali”. Un progetto non ancora concluso che si sviluppa con la collaborazione inter-istituzionale e il coinvolgimento dal basso della comunità locali. 
 

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