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Boss Diomede assunto all'Amiu, il presidente Grandaliano respinge le accuse

Il numero uno della municipalizzata interrogato come indagato per la vicenda relativa alla temporanea assunzione del presunto capoclan di Carrassi. Grandaliano si è detto estraneo alla vicenda e ha spiegato la sua posizione

E' stato ascoltato questa mattina in Procura a Bari il presidente dell'Amiu Gianfranco Grandaliano, indagato per la vicenda relativa all'assunzione, nella municipalizzata, del presunto boss di Carrassi Franco Diomede. Il rapporto di lavoro di Diomede con l'Amiu è emerso nell'ambito di un'indagini della polizia che nei giorni scorsi ha portato in carcere cinque persone - tra cui lo stesso Diomede - con l'accusa di estorsione.

Grandaliano, assistito dal suo avvocato Michele Laforgia, ha respinto le accuse a suo carico - è indagato per falso in atto pubblico e truffa aggravata dall'aver favorito un'associazione mafiosa - e ha chiarito la sua estraneità alla vicenda. Il presidente dell'Amiu avrebbe riferito che, dopo la scadenza dell'appalto affidato ad una prima ditta e relativo alla pulizia dei bagni al rione Carrassi, la Giunta comunale con una delibera dell'ottobre 2013 avrebbe chiesto all'Amiu di occuparsi dei lavori, facendosi carico della momentanea assunzione dei lavoratori, per il tempo necessario ad espletare una nuova gara d'appalto, poi vinta dall'Accadueo.

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