Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Calcioscommesse: i soldi di Quarta e le combine, le ammissioni dei 'Masiello boys'

Carella e Giacobbe, gli amici e presunti complici del calciatore, ascoltati ieri in carcere, avrebbero confermato l'identità del 'Mister X' che pagò per comprare il derby e fatto i nomi di altri calciatori coinvolti nelle combine. L'impreditore leccese respinge le accuse: "Fatti privi di fondamento"

Il pm Ciro Angelillis © TM News Infophoto

Hanno seguito a ruota l'esempio del loro amico Andrea Masiello, decidendo di collaborare con gli inquirenti e raccontare tuto sulle combine che hanno alterato gli esiti numerose partite dello scorso campionato di serie  A. Così fino alla tarda serata di ieri, i due 'Masiello boys', Gianni Carella e Fabio Giacobbe, sono stati ascoltati in carcere dal pm Ciro Angelillis. E proprio in virtù della loro decisione, i due hanno ottenuto questa mattina dal gip gli arresti domiciliari.

LE CONFERME SU QUARTA - Le testimonianze di Carella e Giacobbe avrebbero fornito agli inquirenti importanti riscontri sulle ammissioni già fatte da Masiello nei suoi interrogatori. In primo luogo, i due scommettitori avrebbe confermato l'identità di carlo Quarta, l'imprenditore salentino che avrebbe consegnato del denaro a Masiello per assicurare la vittoria al Lecce durante in derby. 230 mila euro in tutto, di cui 50mila sarebbe andati a Masiello e il resto diviso tra i suoi due amici. "I soldi - avrebbero confessato i tre al pm Angelillis, secondo quanto riportato dall'Ansa - erano contenuti in una busta e avvolti da fascette".

QUARTA SI DIFENDE: "FATTI PRIVI DI FONDAMENTO" - Quarta, che ha assieme al padre un'azienda di generi alimentari e di forniture dolciarie, è molto noto sia negli ambienti della movida salentina che in quelli della politica -l'imprenditore è tra l'altro candidato per il centrodestra alle prossime elezioni amministrative - ed è molto amico di Pierandrea Semeraro, figlio dell'ex patron del Lecce, Giovanni. Ma sul punto il presidente dei giallorossi ha da subito affermato che la società è "completamente estranea" a qualsiasi combine. Respinge le accuse anche lo stesso Carlo Quarta, da ieri iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di frode sportiva. L'imprenditore si è detto addolorato per una vicenda "priva di fondamento", in cui è stato "maldestramente tirato in causa", e si è detto pronto a chiarire la vicenda davanti agli inquirenti.


LE PRESSIONI DEGLI ULTRA' E I CALCIATORI COINVOLTI - Nel corso del loro interrogatorio fiume Carella e Giacobbe avrebbero anche confermato le pressioni fatte da alcuni ultras sui biancorossi per indurli a perdere alcune gare. I 'Masiello boys' avrebbero anche fatto nuovi nomi di altri calciatori del bari che avrebbero accettato denaro per truccare le partite. Intanto oggi ai due scommettitori il gip dovrebbe concedere gli arresti domiciliari in virtù della loro decisione di collaborare alle indagini.

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