Cronaca

Calcioscommesse: derby Bari-Lecce, concluse verifiche sui conti di Semeraro

Il filone di indagine relativo alla presunta combine per far vincere il derby ai giallorossi si avvia a conclusione. Sospetti sul figlio dell'ex patron del Lecce, Pierandrea Semeraro, che potrebbe aver avuto un ruolo nell'accordo

Pierandrea Semeraro © Lecceprima.it

Le indagini della Procura di Bari sulla presunta combine per truccare il risultato del derby Bari-Lecce sarebbero ad un passo dalla conclusione. Secondo quanto riportato dall'Ansa, i carabinieri avrebbero portato a termine gli accertamenti bancari sui conti del figlio dell'ex patron del Lecce Pierandrea Semeraro, dai quali sarebbero emersi "elementi utili d'indagine".

I SOSPETTI SU SEMERARO - Il reato per il quale si indaga nel filone d'inchiesta relativo al derby Bari-Lecce è quello di frode sportiva. Secondo gli inquirenti, anche Semeraro jr avrebbe avuto un ruolo nella combine dell'incontro la cui vittoria valse al Lecce la permanenza in Serie A. Nonostante i sospetti degli inquirenti, comunque, secondo quanto riportato dall'Ansa, dall'entourage dell'ex presidente salentino trapelerebbe ottimismo per l'esito degli accertamenti perché "in nessuna occasione è stato mai versato danaro per truccare il derby".

I SOLDI PER LA COMBINE - Secondo quanto sostenuto dagli inquirenti, per assicurare la vittoria del Lecce l'ex difensore biancorosso Andrea Masiello e i suoi presunti complici, Gianni Carella e Fabio Giacobbe, tutti e tre agli arresti dal 2 aprile scorso, ricevettero la somma di 230mila euro, suddivisa in più tranche. I primi 50mila euro sarebbero stati versati nel corso di un incontro avvenuto lo scorso 22 agosto all'hotel Tiziano di Lecce. A consegnare i soldi a Masiello e Carella sarebbero stati due intimi amici di Pierandrea Semeraro, l'imprenditore Carlo Quarta e il legale salentino Andrea Starace, entrambi riconosciuti in foto dai due arrestati nel corso degli interrogatori in carcere. Gli altri pagamenti invece sarebbero stati fatti in tranche da 20.000 euro ciascuno da Quarta a Carella durante incontri avvenuti in una stazione di servizio sulla tangenziale di Bari, e da Quarta a Masiello in una località del nord Italia dove l'ex calciatore biancorosso (ora all'Atalanta) viveva all'epoca dei fatti.

LA RICHIESTA DI PATTEGGIAMENTO - Poche settimane fa Masiello e i suoi presunti complici hanno chiesto il patteggaimento della pena. Richiesta sulla quale la Procura di Bari ha espresso ieri parere positivo, così come per la scarcerazione dei tre.


 

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