Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Calcioscommesse, nuove rivelazioni in arrivo: Salernitana-Bari nel mirino

Il capo della polizia Antonio Manganelli annuncia importanti sviluppi nelle inchieste sul calcioscommesse. Al centro, la combine per Salernitana-Bari del 2009, cui presero parte molti giocatori oggi ancora in campo

Le inchieste sul mondo del calcioscommesse porteranno presto a nuovi sviluppi, se possibile ancora più clamorosi di quelli cui si è assistito finora. Ad annunciarlo è stato ieri il capo della polizia Antonio Manganelli. E al centro delle nuove rivelazioni c'è ancora una volta il Bari, e nello specifico la partita Salernitana-Bari del 2009. A ricostruire le indagini su quella combine sono oggi su Repubblica i giornalisti Giuliano Foschini e Marco Mensurati.

La verità su quella partita, scrivono i giornalisti, potrebbe "far saltare il banco del calcio italiano". Una partita cui Micolucci faceva riferimento in un fax inviato al procuratore Figc Palazzi, e rimasto ignorato per lungo tempo tra le carte depositate dell'inchiesta. Fino a quando, portato all'attenzione proprio da Repubblica, è diventato oggetto d'indagine da parte del procuratore di Bari Laudati.

Tanti i calciatori che avrebbero preso parte a quella combine. Secondo la ricostruzione riportata dal giornale, due giocatori della Salernitana, Fusco e Ganci, avrebbero cercato contatti all'interno dello spogliatoio del Bari: due i giocatori biancorossi più disponibili a trattare, Stellini e Gillet. Alla fine l'accordo fu fatto, e ci fu un primo incontro in una piazzola di sosta in autostrada.  Si decise che emissari della Salernitana avrebbero visto la partita insieme con la compagna di uno dei calciatori del Bari. E, a risultato conseguito, avrebbero lasciato la valigetta con i soldi: il risultato fu di 3-2. All'indomani i calciatori si spartirono il bottino (tra i 200 e i 300mila euro): a Gillet, Stellini ed Esposito, che avevano avuto il ruolo principale nella combine, le quote più grosse, agli altri quelle più piccole. Ancora in dubbio, però, è il ruolo di due di loro: Ranocchia e Gazzi. Quest'ultimo, secondo alcuni testimoni, inizialmente rifiutò la propria parte e poi fu costretto ad accettare un computer "in omaggio". Ancora meno chiara la posizione di Ranocchia: secondo qualcuno prese la busta, secondo altri rifiutò. L'inchiesta della Procura di Bari è ormai in dirittura d'arrivo, ma a terrorizzare i calciatori sono i processi sportivi. Ranocchia, ad esempio, rischia un'omessa denuncia, così come anche Antonio Conte.

In quel periodo sulla panchina del Bari c'era Antonio Conte. L'allenatore - che potrebbe essere deferito dalla Figc per omessa denuncia - ha però dichiarato di essere stato all'oscuro della combine, e la sua versione sarebbe stata confermata dai giocatori. Tutti, tranne uno, secondo il quale Conte avrebbe capito perfettamente che quella partita era stata venduta, tanto da raccomandarsi con i suoi di non fare sciocchezze e di giocare al massimo. Ma a stabilire se davvero Conte si fosse accorto o no dell'avvenuta compravendita saranno gli investigatori a stabilirlo.

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