Iscritti in calo in Ateneo, ma crescono le università private. Gli studenti: "Ripensare le tasse"

I dati di gennaio 2017 vedono l'ateneo barese perdere un punto percentuale nelle iscrizioni rispetto al 2016. Alla Lum crescono invece del 22,2 percento

L'Università pubblica barese continua a perdere iscritti. Se a livello nazionale c'è stata una crescita di oltre 12mila matricole (migliore risultato dal 2002), a livello locale sempre meno studenti scelgono di venire a studiare a Bari. Nel 2017 - i dati sono stati raccolti a gennaio da Repubblica, comparandoli con quelli del 2016 - i nuovi iscritti sono calati dell'1,7 percento, confermando un trend negativo che rischia di favorire non solo le altre università pubbliche fuori dal territorio pugliese, ma anche gli enti privati.

Ed è sempre la ricerca a confermare questa ipotesi. Rispetto all'anno scorso, infatti, l'università Jean Monnet Lum di Casamassima ha visto un boom delle iscrizioni: sono cresciute del 22,2 percento. A cosa può essere addebitata questa deriva di iscrizioni dall'Ateneo barese? Secondo le associazioni studentesche il ruolo da protagonista nell'"esodo" ce l'hanno le tasse universitarie, giudicate ancora troppo alte. Ieri i rappresentanti di Link hanno protestato davanti alla segreteria studentesca dell'Ateneo, chiedendo una proroga dei pagamenti della seconda e terza rata, precedentemente fissate al 30 giugno e al 30 luglio prossimi, e distribuendo moduli per la rinuncia agli studi ai ragazzi in fila. E un primo risultato è stato raggiunto: "In seguito alle nostre pressioni - spiegano i membri di Link - la proroga della seconda rata al 31 Luglio e della terza rata al 29 Settembre".

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Sono i rappresentanti di 'Up-Università protagonista' a richiedere invece un cambio di rotta sul sistema di tassazione dell'Ateneo barese. "Complici le tasse universitarie, insostenibili per moltissime famiglie - spiega la consigliera dell'associazione studentesca Anna Santamaria -, continua da anni un sensibile calo di iscrizioni, segnale del fatto che qualcosa non funziona. È arrivato il momento di ripensare del tutto la contribuzione studentesca, con Regolamenti Tasse innovativi basati sulle esigenze e sulle possibilità economiche degli studenti, con l'obiettivo di garantire il rispetto del diritto allo studio". Una battaglia che i ragazzi sono pronti a portare sul tavolo di Consiglio e Senato accademico e che di recente ha permesso di far cassare la proposta di una tassa per i fuorisede che risiedono nella Casa dello Studente con borsa di studio.

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