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Cronaca

"Consapevolezza e prevenzione" contro l'Aids. I progetti di Cama Lila tra migranti e scuole baresi

L'associazione ha firmato, ieri, un protocollo d'intesa con il Comune per fornire assistenza e supporto agli stranieri. Da mesi, invece, l'iniziativa in alcuni istituti cittadini: "Rispetto agli anni '80 c'è più superficialità verso la malattia"

Prevenire, informare e far capire l'importanza di proteggersi per evitare malattie trasmissibili sessualmente: è l'impegno costante di Cama Lila, l'associazione nazionale attiva a Bari dalla metà degli anni '80, tra i principali promotori di una cultura della conoscenza dei rischi e della consapevolezza, cominciata proprio in un periodo difficile come quello di 30 anni fa, dove l'Aids si diffondeva velocemente e quasi senza controllo. I tempi sono, per fortuna cambiati e c'è anche una continua collaborazione con le Istituzioni per educare la cittadinanza. In quest'ottica si inserisce il protocollo d'intesa firmato ieri, al Comune di Bari, tra l'assessorato cittadino al Welfare e Cama Lila per la realizzazione di interventi per l’accoglienza, la valorizzazione delle diversità culturali e la tutela della salute dei cittadini migranti: "Si tratta - spiega Angela Calluso, presidente di Cama Lila Bari - di un accordo che coinvolgerà anche altre realtà associative del settore, come Mama Africa. E' un problema sentito e non semplice da affrontare, poiché quando si parla di prevenzione c'è sempre timore e diffidenza. Il progetto è già iniziato un anno fa con la formazione delle figure che opereranno nell'ambito dell'iniziativa. Vi saranno anche dei mediatori culturali per aiutare a superare le diffidenze rispettando la cultura e i tempi dei migranti. Bisogna conoscere, prima di tutto".

Non solo migranti, ma anche l'attività quotidiana a cui far fronte, in un contesto meno semplice rispetto a qualche anno fa: "C'è molta più leggerezza - spiega Calluso - ed è diminuita la consapevolezza sulle malattie, cosa che abbiamo raggiunto a un ottimo livello per le persone più a rischio, come i tossicodipendenti. Vi è anche meno attenzione da parte delle scuole e ciò ha portato a una diffusione dell'Aids, che non ha arrestato la sua corsa. E' vero che non si muore più come prima a causa di questa patologia ma ciò non significa che chi ne è affetto non viva in maniera difficile: le terapie sono molto pesanti e possono creare problemi. Chi si infetta a 16-17 anni, si troverà a 30 con grosse difficoltà".

Per questa ragione è importante non abbassare mai la guardia, tant'è che il 1° dicembre, in occasione della Giornata Internazionale contro l'Aids, Cama Lila proporrà, nella Libreria Feltrinelli, una giornata di sensibilizzazione, con un momento di condivisione e di spettacolo, per promuovere la prevenzione: "Tutto ciò - aggiunge Calluso - deve servire per parlare direttamente a tutti, in particolare ai più giovani. Per questa ragione abbiamo avviato iniziative nelle scuole, riguardanti i pericoli che possono provocare le dipendenze".

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