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In Puglia già 727 incendi da metà giugno, telerilevamento per monitorare le aree più a rischio

I primi dati della campagna antincendio antincendio boschivo 2020. Lo scorso anno, gli incendi sono stati circa 4200 incendi su tutto il territorio regionale, di cui solo un 10% originato da combustioni spontanee. Al lavoro una 'rete' di prevenzione che mette insieme Arif, carabinieri forestali e Protezione civile

Dal 15 giugno, data di avvio della campagna antincendio boschivo in Puglia, al 6 luglio, sono stati 727 gli incendi già verificatisi nella regione, di cui 104 di una certa rilevanza. Le squadre dell’Arif sono intervenute su tutti gli incendi boschivi. I più importanti sono stati sostanzialmente 2. Sono i primi dati emersi a 20 giorni dall'avvio della campagna, nel corso di un incontro, organizzato ieri dall’Arif, presso la Protezione Civile regionale, e presieduto dal governatore della Regione Puglia Michele Emiliano.

I dati 2019 e la campagna 2020

La riunione è stata l'occasione per fare il punto sugli interventi messi in campo, a cominciare dalle iniziative di prevenzione. In particolare, nei mesi che precedono la campagna Aib vera e propria, si procede al decespugliamento e alla creazione di fasce di terreno tagliafuoco all’interno e ai confini delle foreste. Nel 2019 gli incendi verificatisi sul territorio pugliese sono stati in totale 4181, con una media di 54 al giorno. I Comuni dove si sono registrati il maggior numero di interventi sono stati: Santeramo in Colle per la provincia di Bari, Spinazzola (Bat), Cellino San Marco (Br), Lecce (Le), Cagnano Varano (Fg), Ginosa (Ta). Quanto alla tipologia di intervento: 1952 sterpaglia, 791 incolti-stoppie, 166 boschivo, 157 canneto, 155 macchia, 126 alberature. Per la campagna 2020, il maggior dispiegamento di forze è previsto nel Foggiano (con 28 mezzi e 154 uomini), seguito dal Barese (20 mezzi e 154 addetti).

Il telerilevamento arma in più nella lotta agli incendi

Sul fronte della lotta attiva, dallo scorso anno è stata avviata, oltre alle postazioni di vedetta, la sperimentazione di un sistema di telerilevamento che consente un tempestivo e efficace intervento per lo spegnimento delle fiamme. Già lo scorso anno erano state posizionate alcune telecamere in punti strategici del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, quest'anno il sistema è stato ulteriormente perfezionato.  Le immagini giungono dalle telecamere alla centrale operativa di Gioia del Colle e da qui, via ponte, in Sala Operativa.  Il sistema è in grado di: Calcolare gli indici di rischio di innesco; monitorare in continuo l'area visivamente, grazie all'utilizzo di telecamere ad alto fattore di zoom comandabili anche da remoto; individuare precocemente l'innesco di un focolaio; integrare modelli predittivi che permettono di rappresentare su mappe georeferenziate la probabile propagazione del fronte di fiamma sul territorio.
Il sistema è in grado di elaborare, al loro primo insorgere, di localizzare con precisione e tempestività tutti i focolai d'incendio.  Il sistema si compone di postazioni di avvistamento basate su una combinazione di termocamere, videocamere e procedure software da utilizzare presso il Centro di controllo.

Emiliano: sala operativa interforze per azioni efficaci

“Il motivo per il quale siamo riusciti in questi anni a salvaguardare il nostro patrimonio boschivo è nella nostra capacità di agire rapidamente e in modo coordinato. La sala operativa è interforze perché lo spegnimento di un incendio non dipende da un solo soggetto ma da un insieme di soggetti che consente di avviare la strategia: prevenzione, segnalazione e reazione. Questo processo viene coordinato dalla Regione Puglia e dalla Protezione civile” ha dichiarato il presidente Emiliano. “La nostra capacità di azione si fonda sulla professionalità – ha aggiunto il presidente - Sono onorato ogni volta che indosso questa maglietta della protezione civile esattamente come quando indossavo la toga o la fascia da sindaco. Voglio dire a tutti questi lavoratori: bravi! Siete stati una sicurezza assieme ai vostri colleghi della sanità durante l’emergenza Covid e lo siete sempre nel quotidiano. Ci sono state giornate durissime. E anche quando c’è da spegnere un incendio si va e non si sa quello che succederà. Noi cercheremo in tutte le maniere di prevenire questi fatti e investiremo sempre di più nelle tecnologie spaziali per il telerilevamento. Abbiamo una capacità operativa di mettere insieme Stato, Regioni, Comuni, Forze dell’ordine, Parchi, enti come se si trattasse di un’unica organizzazione, questa è una capacità della Repubblica italiana e della protezione civile per garantire la massima sicurezza possibile. La Regione ha anche investito moltissimo nelle opere contro il dissesto idrogeologico, fondamentali per evitare che cittadini e operatori rischino la vita in caso di catastrofe. Ci mettiamo energia, volontà e coraggio: le persone che si occupano di emergenza stanno sotto il sole, sotto l’acqua, sotto la neve, ed è veramente un orgoglio, da pugliese, lavorare con tutti voi”.

"Il 90% degli incendi non nasce da combustioni spontanee"

“Lo scorso anno ci sono stati circa 4200 incendi su tutto il territorio regionale. In genere il 90% circa non ha origine da combustioni spontanee. Dal 15 giugno al 15 settembre c’è una emergenza di Protezione Civile che viene dichiarata dal Capo della Protezione civile regionale cioè dal Presidente Emiliano. Il ruolo della Protezione Civile – ha sottolineato Mario Lerario, dirigente della Protezione civile regionale -  è quello di mettere insieme le diverse componenti, quello di sensibilizzare le popolazioni all’attenzione verso il territorio, è quello di prevenire e gestire l’emergenza per fare in modo che venga preservato non solo il patrimonio boschivo ma anche ambientale e questo riguarda tutta la cittadinanza. Un patrimonio significativo perché mette insieme tanti settori. L’antincendio in qualche modo costituisce una grande esperienza, un grande bagaglio culturale per la regione Puglia. Mette insieme Vigili del Fuoco, Carabinieri forestali, Arif e tutte le componenti del volontariato”.

L'impegno di Arif e il piano del Parco dell'Alta Murgia

“Durante la campagna Aib l’Arif lavora in stretta collaborazione con la Protezione civile.  La nostra attività è anche propedeutica alle attività di antincendio vero e proprio e si sviluppano neele attività di prevenzione, fondamentale per cercare di contenere il numero degli incendi. L’Arif ha in campo 671 uomini e 81 mezzi”, ha commentato il Commissario straordinario dell’Arif, Gennaro Ranieri. “Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia è uno dei 13 parchi su 24 considerati più critici per gli incendi per le particolari condizioni climatiche estive tipiche dell’ambiente mediterraneo.  Lo scorso anno nel parco Nazionale dell’Alta Murgia ci sono stati 44 incendi di cui 14 hanno distrutto 87 ettari di bosco e 30 incendi hanno mandato in fumo  1250 ettari di pascolo. Il Parco sta attivando il piano AIB 2020 aggiornato e stiamo sollecitando i sindaci del parco ad aggiornare il catasto delle aree percorse dal fuoco. Con Arif stretta collaborazione con convenzione a 360 gradi per la prevenzione incendi e il contenimento della fauna, oltre al miglioramento delle attività di avvistamento nel parco, zona nord ovest  con la presenza di 6 postazioni di telerilevamento”, ha detto il presidente del Parco dell’Alta Murgia Francesco Tarantini.
 

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