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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Cronaca

"Non si faccia campagna elettorale sulla pelle dei giovani lavoratori": a Bari il sit-in della Cgil per i navigator

Le parole del segretario regionale Pino Gesmundo, che ha annunciato la manifestazione organizzata dai sindacati Nidil, Felsa e Uiltemp in piazza Prefettura

"Chiediamo alle forze politiche che non si faccia campagna elettorale sulla carne viva di giovani, uomini e donne, che chiedono soltanto di poter spendere le competenze per le quali sono stati formati". A parlare è Pino Gesmundo, segretario della Cgil Puglia: il sindacato è tornato sul tema delle elezioni in una nota relativa al sit-in organizzato dai sindacati Nidil, Felsa e Uiltemp in piazza Prefettura a Bari. Tema al centro della manifestazione è la proroga dei contratti dei navigator pugliesi, assunti dai centri per l'impiego per supportare nella ricerca di un posto di lavoro i beneficiari del reddito di cittadinanza.

"La Cgil Puglia - dice Gesmundo - è al fianco dei lavoratori che oggi manifestano a Bari per chiedere alla Regione Puglia un impegno concreto circa la proroga della platea dei 100 navigator con il contratto in scadenza il 31 luglio. Parliamo di professionisti altamente formati spendendo risorse pubbliche, che hanno mostrato grandi capacità se pensiamo che dei 240 iniziali in Puglia oltre la metà ha vinto concorsi senza alcun titolo preferenziale per ruolo svolto, solo grazie alle proprie competenze". "Non sappiamo - prosegue - quali intoppi e di che natura si siano determinati, ma quel che è certo è che compete al livello politico trovare le soluzioni affinché questa esperienza non vada dispersa e queste professionalità mandate a casa: un assurdo proprio oggi che stiamo investendo sul potenziamento dei centri per l'impiego. Questa regione non è nelle condizioni di poter perdere anche solo un posto di lavoro, e non può essere il pubblico e determinare altra disoccupazione. Servono risposte e atti concreti e servono in tempi ristretti date le scadenze incombenti".

La nota dei sindacati dopo l'incontro: "La protesta va avanti"

“Con l’incontro di oggi in Prefettura, abbiamo avuto modo di rappresentare il nostro sgomento per il carattere grottesco che la vicenda ha assunto: per mesi abbiamo sentito l’assessore al lavoro, Sebastiano Leo, spendersi in rassicurazioni rispetto alla proroga di tre mesi dei contratti dei navigator, per scoprire, invece, a poche ore dalla scadenza che non vi era poi così tanto da star tranquilli. Questo pomeriggio la Prefettura farà tutti i passaggi con la Regione per verificare lo stato dell’arte e, speriamo, saremo in grado di conoscere qual è il destino di questi lavoratori” dichiaranoVulcano (NIDIL CGIL), De Matteis (FELSA CISL) e Loiacono (UILTEMP). “C’è molto imbarazzo istituzionale, ma questo non basta. Se di mero errore si tratta, che si risolva e ci venga comunicato per le vie ufficiali entro e non oltre questa sera. Inaccettabile credere di poter continuare a temporeggiare con la scure della scadenza tra capo e collo, per quel che concerne i lavoratori; e gli obiettivi del programma Gol da raggiungere in pochi mesi, senza personale in grado di ottemperarvi. Sta mancando un po’ di serietà nel trattare la questione, sia perché stiamo chiedendo se, dal 1°di agosto, queste persone passeranno dall’altro lato delle scrivanie dei centri per l’impiego, dovendo attivare l’ammortizzatore sociale, tragico e desolante paradosso; sia perché c’è un tema di gestione di risorse pubbliche, che andrebbe affrontato diversamente a nostro avviso” proseguono i segretari regionali delle federazioni di categoria. “Si sta giocando con la vita delle persone e la loro dignità professionale.Noi saremo anche domani 28 luglio dalle ore 9. 30 in presidio presso la sede dell’Assessorato al Lavoro (via Corigliano,1) e, se questo non dovesse bastare, saremo sotto la Presidenza della Regione Puglia il giorno 29 luglio. Nessuno potrà tirarsi fuori dalla responsabilità di star mandando a casa 100 lavoratori in un momento come questo e con queste modalità. Al danno di perdere il lavoro, non si aggiungerà anche la beffa. Non ci stiamo.”
 

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