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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Cani imprigionati e lasciati morire di fame, 56enne di Santeramo in Colle a processo

A denunciare il caso era stata l'Enpa: ora, dando notizia del rinvio a giudizio, l'associazione annuncia che si costituirà parte civile nel processo che partirà a marzo

Avrebbe prelevato dalla strada centinaia di cani, rinchiudendoli all'interno di un terreno recintato, senza alcun riparo, per poi lasciarli lì, abbandonati, senza cure e con pochissimo cibo, fino a che tanti di loro non morivano di fame o per malattie.

Sono le accuse a carico di un 56enne di Santeramo in Colle, rinviato a giudizio per i reati di uccisione e di maltrattamento di animali (articoli 544 bis e ter del codice penale) e per il reato di invasione di terreni e di edifici, dal momento che l'area adibita a prigione dei cani sarebbe risultata essere occupata abusivamente. A darne notizia è l'Enpa, l'associazione per la protezione degli animali, la cui denuncia aveva sollevato il caso, e che ora annuncia anche l'intenzione di costituirsi parte civile nel processo che prenderà il via a marzo 2016.

Secondo quanto denunciato dall'Enpa, nel "terreno degli orrori" - un appezzamento occupato abusivamente a Santeramo - centinaia se non migliaia di cani sarebbero morti tra il 2008 e il 2014, mentre i loro resti sarebbero stati fatti sparire seppellendoli qua e là nelle campagne circostanti. 

«Considerando la gravità dei fatti di cui è accusato l'imputato - commenta in una nota l'avvocato dell'Enpa Claudia Ricci - auspico che in caso di condanna sia inflitto il massimo della pena, con tutte le aggravanti del caso. Delitti di tale crudeltà denotano nei soggetti che li compiono una elevatissima pericolosità sociale per gli animali ma per le persone. D'altro canto, chi se non una persona crudele, avrebbe il cuore e la forza di “assistere impassibile” all'agonia e alla morte di centinaia di esseri viventi?».
 

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