Cantiere Santa Chiara, il Comitato Parco rilancia: "Edificio abusivo, la battaglia prosegue"

Gli attivisti contrari alla nuova sede del Provveditorato Opere Pubbliche, a due passi dal Castello Svevo, non mollano: "A ottobre saremo dinanzi al Consiglio di Stato. Lasciati soli dal Comune"

"La Procura Generale della Corte d'Appello ha dato in sostanza ragione alle nostre tesi, confermando che la costruzione degli anni '50 è stata realizzata in maniera abusiva. E' come se un privato avesse costruito una villa non regolare ed edificato successivamente un ulteriore piano": il Comitato Parco del Castello prosegue la battaglia contro la nuova sede del Provveditorato Regionale per le Opere Pubbliche, ormai praticamente completata su Largo Santa Chiara, a due passi dal Castello. Ieri gli attivisti si sono riuniti davanti alla Cattedrale per fare il punto della situazione. 

La battaglia, cominciata oltre un anno e mezzo fa, proseguirà dinanzi al Consiglio di Stato, in ottobre, dopo l'ultimo pronunciamento giudiziario dei giudici di secondo grado baresi che hanno respinto l'avocazione delle indagini penali concluse dalla Procura del Tribunale con una richiesta di archiviazione per il sovrintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici e il provveditore alle Opere Pubbliche di Puglia e Basilicata: "La nostra proposta - spiega Andreà Guarnieri Calò Carducci, presidente del Comitato Parco del Castello - è stata rigettata dopo tre mesi e un'analisi approfondita. Il dispositivo della sentenza, però, conferma la nostra tesi sull'abusivismo della prima struttura completata 50 anni fa. E' la prima volta che un organo giudiziario afferma ciò. Riteniamo, però, che non si sia voluto andare fino in fondo".

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Secondo il gruppo, "l’offesa al bene culturale c’è, come dichiara la Procura Generale, ma non è perseguibile in sede penale perché non si ravvisa il dolo dei funzionari della Sovrintendenza quando dichiaravano “con superficialità e negligenza” che l’area era libera da ogni vincolo. E pensare che quando abbiamo avviato la nostra battaglia di legalità l’Avvocatura Distrettuale dello Stato sosteneva che i lavori edilizi del Provveditore alle Opere Pubbliche Musci non rientravano nell’area vincolata del castello". Un atteggiamento da "chiusura degli occhi" non gradito dal Comitato che, in ogni caso prosegue la sua battaglia in sede giudiziaria e per la realizzazione del Parco attorno al Castello Svevo: "Stiamo andando avanti - aggiunge Guarnieri Calò Carducci - in particolare sulla redazione di un primo progetto effettivo, per dare forma a una nuova area verde importante per la città"

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