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Sit-in dei braccianti agricoli nella basilica di San Nicola: "Dignità per il nostro lavoro"

Un gruppo di lavoratori attivi nelle campagne del Foggiano è entrato nell'edificio religioso della città vecchia per una protesta pacifica: "Soluzioni concrete alla situazione di illegalità in cui viviamo"

Un gruppo di braccianti agricoli attivi nei campi del Foggiano hanno effettuato un sit-in nella basilica di San Nicola a Bari. I lavoratori (poche decine) sono entrati attorno alle 11 nell'edificio religioso della città vecchia accomodandosi tra i banchi con cartelli e bandiere. La protesta, spiega Aboubakar Soumahoro, rappresentante Usb, nasce nel "più ampio percorso di lotta dei braccianti che vivono nei ghetti del territorio foggiano. Da anni questi uomini e queste donne reclamano soluzioni concrete alla situazione di illegalità in cui sono costretti a lavorare ed a sopravvivere. Una richiesta di rispetto dei diritti per dei contratti regolari di lavoro, per il rilascio dei documenti e l’utilizzo di mezzi sicuri di trasporto, per il riconoscimento di una dignità e del diritto alla casa ed alla tutela della propria salute". Di qui l'appello dei manifestanti a incontrare l'arcivescovo Francesco Cacucci per chiedere un intervento sulla questione per la quale, affermano i braccianti, "nè Regione e né governo ci hanno ascoltato".

Tra i banchi della basilica: "Regione e Governo non ci ascoltano"

Poco prima delle 14 Cacucci ha avuto un colloquio con i manifestanti all'interno della Basilica: "Non basta accogliere ma bisogna fare in modo che l'accoglienza sia dignitosa. Fin quando non riusciremo a realizzare questo, ciò alimenta da una parte l'idea di invasione. e dall'altra parte non si riconosce la dignità umana" ha affermato l'arcivescovo rivolgendosi ai braccianti, affermando che si farà portavoce della situazione con altri vescovi pugliesi e quindi con il governatore Emiliano. Per l'arciverscovo di Bari-Bitonto, ribadisce, inoltre, che "la denuncia da sola non è sufficiente, servono proposte concrete",

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"Nostro lavoro privo di dignità"

"Papa Francesco - aveva spiegato in precedenza Aboubakar Soumahoro - dice che 'il lavoro conferisce dignità all’uomo', invece il nostro è un lavoro privo di dignità e diritti. Per questo abbiamo deciso di lottare per la riconquista dei diritti sindacali, abitativi, previdenziali e di sicurezza sul lavoro. Una lotta in ricordo dei tanti braccianti morti nella filiera agricola e per chiedere il rilascio del  permesso di soggiorno al fine di uscire dall'invisibilità imposta".

(Aggiornato alle 17.10)

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