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Cronaca Loseto

I carabinieri scoprono in casa centinaia di reperti archeologici: denunciati due pensionati baresi

Un 67enne e un 82enne sono stati deferiti in stato di libertà, con l'accusa di ricettazione e violazioni in materia di alienazione di beni culturali. L'operazione dei militari è stata compiuta all'interno di un'abitazione nel quartiere Loseto

L'occhio vigile dei militari, durante una perquisizione legata a reati ambientali, avrebbe consentito di scoprire la presenza in casa di reperti archeologici. I Carabinieri della Stazione di Carbonara, in collaborazione con militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e del Nipaaf di Bari, hanno deferito in stato di libertà due pensionati di 82 e 67enne, residenti a Bari e incensurati, indagati per i reati di ricettazione di beni culturali e violazioni in materia di alienazione di beni culturali.

In particolare, nell’ambito di un controllo mirato  presso un immobile nel quartiere Loseto, di proprietà del 67enne, in passato sede di un’officina meccanica, i Carabinieri avrebbero riscontrato la presenza di attrezzature meccaniche e utensili di lavoro, oltre a diversi rifiuti speciali derivanti dall’illecita attività abusiva esercitata (fusti di oli esausti, batterie dismesse, pneumatici fuori uso, pezzi di ricambio di autovetture). Secondo i militari, le attività sarebbero state compiute in violazione della normativa ambientale. Per questo motivo il 67enne, cui è stata contestata la violazione di esercizio abusivo di attività di meccatronica con l'applicazione di una multa di 5.162 euro, è stato deferito in stato di libertà per il reato di gestione illecita di rifiuti. Nell'ambito dell'operazione, è stato effettuato anche il sequestro amministrativo dell’attrezzatura utilizzata per l’attività di autoriparazione.

Durante le attività, l’attenzione di militari si è poi concentrata su una moneta poggiata su una scrivania che, successivamente, sarebbe risultata un reperto archeologico. Il controllo è stato così esteso all’intero immobile dove, al termine della perquisizione, sono state sequestrate ulteriori 90 monete archeologiche e 6 reperti di materiale ceramico, risalente al IV-III secolo avanti Cristo.

I successivi approfondimenti, condotti unitamente ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari, hanno consentito di identificare nell’82enne il presunto fornitore dei reperti, motivo per il quale anche la casa dell’anziano è stata perquisita. L'uomo avrebbe consegnato inizialmente ai militari un raccoglitore contenente 2195 monete della stessa provenienza e poi, a conclusione di un più approfondito controllo, sarebbero state rinvenute, in una vetrinetta della sala da pranzo, ulteriori 30 manufatti, tra cui anfore, coppette, unguentari, di età risalente al IV-III secolo avanti Cristo.

I reperti archeologici rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro penale e custoditi temporaneamente presso il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale del capoluogo pugliese, in attesa di accertamento dell’autenticità da parte di personale della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari.

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