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Foto da Fb Nicola Acquaviva

Foto da Fb Nicola Acquaviva

A Carbonara il ricordo di Giuseppe Mizzi, vittima innocente di mafia

In via Venezia la cerimonia per commemorare il 39enne, ucciso per errore in un agguato la sera del 16 marzo di quattro anni fa. Insieme alla famiglia di Pino, il sindaco Decaro, il presidente del IV Municipio Acquaviva e rappresentanti delle forze dell'ordine

Quella tragica sera del 16 marzo di quattro anni fa, Pino Mizzi stava tornando a casa, in via Venezia, a pochi passi dalla piazza principale di Carbonara. Due sicari lo freddarono a colpi di pistola, vittima innocente e inconsapevole di un tragico scambio di persona. Ad ottobre scorso, i killer di Giuseppe Mizzi sono stati condannati in appello.

Questa mattina, nel quarto anniversario della sua uccisione, familiari, amici e rappresentanti delle istituzioni hanno voluto rendere omaggio alla memoria di quel padre di famiglia, vittima innocente di mafia, amato e ben voluto da tutta la comunità. Insieme ai familiari di Pino, il sindaco Antonio Decaro, il referente di Libera Puglia Alessandro Cobianchi, il presidente del IV Municipio Nicola Acquaviva e alcuni consiglieri municipali, il questore Antonio De Iesu e il comandante generale dei carabinieri Rosario Castello.

"Oggi tutta la città, non solo i cittadini di Carbonara, devono ricordare Giuseppe Mizzi, vittima innocente di mafia- ha detto il primo cittadino - Giuseppe è stato vittima di mafia da subito per la sua famiglia che non ha mai smesso di lottare, da ottobre scorso lo è anche per lo Stato italiano dopo la sentenza della Corte d’Appello. Questa sentenza non lo restituisce all’affetto dei suoi cari, di Katia, di Lucia, di Andrea, dei suoi fratelli e dei suoi figli, ma è un monito a quelli che scelgono di vivere come mafiosi e a quelli che, alla stregua dei mafiosi, scelgono di vivere da omertosi, per tutti quelli che hanno visto e non hanno parlato né ieri né oggi. Noi Giuseppe Mizzi2-2non faremo mai mancare il nostro sostegno alla famiglia ma sappiamo che questo è ben poca poca cosa per una famiglia privata di un affetto così caro".

"Purtroppo - ha proseguito il primo cittadino - non esisteranno mai parole che possano spiegare perché un uomo di 38 anni, onesto padre di famiglia, esca e non faccia più ritorno a casa per colpa di assassini mafiosi. Quello che le Istituzioni devono fare è non far mai mancare la propria vicinanza alle famiglie delle vittime innocenti delle mafie, veri simboli della Bari onesta. Donne e uomini che non hanno paura di metterci sempre la faccia, donne e uomini da cui devono imparare tutti, perché lasciarli soli al ricordo dei loro cari equivale ad ucciderli una seconda volta con l'indifferenza di chi non capisce che sarebbe potuto accadere a ciascuno di noi. Io ho incontrato la famiglia di Giuseppe qualche settimana fa per la prima volta. Ho visto nei loro occhi la stessa dignità composta che ho visto negli sguardi delle altre famiglie di vittime innocenti della mafia della nostra città. È da questa dignità, da questa fierezza che vorrei che tutta la città di Bari fosse ispirata per diventare una comunità più forte e più impermeabile alla criminalità".

La giornata in ricordo di Giuseppe Mizzi ha preso il via alle ore 9.30 presso l’istituto comprensivo “Giovanni Paolo II - De Marinis”, con gli “Interventi di Memoria” di Alessandro Cobianchi, referente di Libera Puglia, don Mimmo Chiarantoni, parroco di Carbonara, Maria Nicola Mastrorocco, dirigente scolastico della De Marinis e Katia Mizzi, vedova di Giuseppe. A seguire gli alunni hanno assistito allo spettacolo “L’invasione degli scarafaggi - la mafia spiegata ai bambini”.

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