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In piazza nel nome di Gaetano, a 15 anni dall'omicidio: a Carbonara i ragazzi ricordano lo studente vittima innocente di mafia

Nel quartiere le iniziative in memoria del 15enne, ucciso per errore in una sparatoria nel 2003. I genitori: "Lottiamo perchè non accada più". L'allarme del sociologo Palmisano: "Racket e spaccio, questo un territorio appetibile per la criminalità"

"Dal 2003 è come se io e mio marito fossimo morti con Gaetano, perchè lui per noi era tutto. Ma noi viviamo per ricordare, con la forza che lui ci dà, e lottiamo perchè quello che è successo a Gaetano e ad altri come lui non deve succedere più". Sono le parole di mamma Francesca a chiudere la manifestazione dedicata a suo figlio, Gaetano Marchitelli, il 15enne di Carbonara vittima innocente di mafia, rimasto ucciso per errore in una sparatoria nel 2003. Nel quindicesimo anniversario della sua morte, la piazza principale del quartiere si è riempita di bambini e ragazzi, studenti di sei scuole del territorio, che hanno ricordato Gaetano e ascoltato il racconto dei suoi genitori. 

VIDEO | I genitori: "Viviamo per ricordarlo, perchè non accada più"

La manifestazione, promossa dal Movimento per l'Antimafia di Base di Bari, si è aperta con un corteo, che partendo dal luogo della morte di un altro innocente - Giuseppe Mizzi, ucciso nel 2011 per un tragico scambio di persona - ha raggiunto il luogo dell'omicidio Marchitelli - Gaetano, studente, rimase ferito a morte nei pressi della pizzera per cui la sera lavorava come garzone - per poi concludersi in piazza Umberto, dove i ragazzi hanno esposto cartelloni e striscioni contro la mafia realizzati a scuola.

Le parole dei genitori e le lettere degli studenti a Gaetano

La mattinata si è conclusa con il racconto di Francesca Maggi e Vito Marchitelli, che raccontando la storia di Gaetano hanno rivolto il loro messaggio ai ragazzi. "Gaetano, quando finiva la scuola, aveva degli hobby - ha ricordato la madre Francesca - per non stare per strada, perchè la strada è un pericolo, essere presi da questa gente cattiva, mafiosa, è facile. Siete facili prede per loro", ha detto parlando agli studenti. "Gaetano, come Michele Fazio, come Giuseppe Mizzi, sono morti per colpa di queste persone, e noi dobbiamo lottare, perchè queste cose non devono succedere più". A farle eco il marito Vito: "Seguite sempre le vie della legalità, se qualcuno cercherà di sviarvi, voi riferite tutto, ditelo ai genitori, ai professori, a chi vi può tendere una mano, perchè gli adulti sono presenti per voi". I genitori di Gaetano hanno poi ricevuto in dono dai ragazzi un piccolo libro, una raccolta di lettere da loro indirizzate a Gaetano, alcune delle quali sono state lette da una studentessa. Per l'omicidio di Gaetano, nel 2010 sono stati condannati in Appello Francesco Luigi Frasca e Giovanni Partipilo, ritenuti i due sicari (rispettivamente a 22 e 23 anni, in primo grado la condanna era stata di 30 anni). Per l'omicidio c'era stata anche una terza condanna, quello di Domenico Masciopinto, che oggi ha scontato la sua pena.

Bari e la nuova guerra tra clan, Palmisano: "Allarme racket e spaccio"

A spiegare il percorso che ha portato alla manifestazione odierna è Leonardo Palmisano, sociologo e portavoce del Movimento per l'Antimafia di Base. Un movimento senza colore politico, "schierato contro le mafie e con la parte sana della società", nato qualche mese fa sulla scia dell'esperienza 'Reggio non tace' portata in Puglia da Padre Giovanni Ladiana che vede in prima linea l'azione di aggregazione svolta dalle parrocchie del territorio, e con un'attenzione particolare al coinvolgimento dei più giovani e delle scuole. "Abbiamo voluto che fossero i genitori di Gaetano a raccontare la sua storia per farla conoscere anche a chi, magari troppo piccolo, non la conosce ancora". Ma la manifestazione di Carbonara arriva anche in un momento particolare per la città, con la riesplosione della guerra tra clan che proprio nel quartiere ha fatto registrare uno degli episodi più cruenti: "Questa manifestazione - ricorda Palmisano capita a pochi giorni dalla sparatoria avvenuta a Carbonara e ad un mese dalla morte in carcere del boss Antonio Di Cosola, che era il 'mammasantissima' di questi quartieri. E capita anche - sottolinea ancora il sociologo - in un periodo in cui assistiamo ad una chiusura accelerata di negozi, soprattutto a Ceglie, per via del racket che è tornato a governare la città. Su questa piazza, ad esempio, c'è il problema dello spaccio". "C'è un allarme - prosegue Palmisano - c'è la criminalità organizzata che vuole riprendersi l'egemonia sulla città. E questa è un'ottima piazza soprattutto per quei clan che in questo momento comandano in città, come i Capriati, i Diomede e i Parisi,  e che stanno producendo una nuova saldatura all'interno". "Carbonara - aggiunge ancora Palmisano - è un territorio da sempre appetibile, perchè è vasto, difficile da presidiare, con tante periferie concentrate, vecchie e nuove, con manovalanza a disposizione. Proprio per questo abbiamo voluto coinvolgere gli studenti, per far capire loro che la criminalità non è un lavoro, per far capire quanto possano essere a rischio".

La cerimonia davanti alla lapide che ricorda Gaetano

Al termine della manifestazione, i genitori di Marchitelli, insieme al sindaco Decaro, al presidente della Regione Emiliano e alle autorità civili e militari hano partecipato ad una breve cerimonia per la deposizione di una corona di fiori davanti alla lapide che in piazza Umberto ricorda Gaetano. "Questa cerimonia - ha detto il primo cittadino - deve ricordare a noi tutti, soprattutto ai più piccoli, che questa piazza, queste strade, questo quartiere ci appartengono. Dobbiamo occuparli con le nostre idee e i nostri valori per dare un significato alla parola “comunità” e per non lasciare spazio alle organizzazioni criminali. Noi siamo qui affinché la morte di Gaetano, come quella di tante altre vittime innocenti, non sia stata vana. Non vogliamo e non dobbiamo retrocedere di un millimetro". 

Messa e fiaccolata per le strade del quartiere 

Le iniziative in ricordo di Gaetano Marchitelli proseguono questo pomeriggio. Alle 17,30 in piazza Santa Maria del Campo, a Ceglie, ci sarà una funzione religiosa seguita da una fiaccolata che si snoderà attraverso i due quartieri fino a raggiungere piazza Umberto a Carbonara.
 

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