Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca Poggiofranco / Via Giulio Petroni

Carcere, la denuncia dell'Osapp: "La sezione femminile va chiusa subito"

Il vicesegretario del sindacato di polizia penitenziaria in visita nel carcere barese, dove la carenza di organico e l'arrivo a febbraio di altri 200 detenuti rendono la situazione sempre più tragica

È un vero e proprio appello quello lanciato oggi dal  vicesegretario generale nazionale dell'Organizzazione sindacale della polizia penitenziaria, Mimmo Mastrulli, questa mattina a Bari per visitare il carcere e le condizioni attuali in cui lavorano ogni giorno i 340 agenti della polizia penitenziaria.

“Subito in questa visita ispettiva saltano all'occhio quali sono i veri problemi; a Bari così come in tutta Italia viviamo una situazione in cui la polizia è in costante sottorganico. Nel carcere la situazione è particolarmente acuita dal fatto che tra poliziotti destinati al trasporto e all'amministrazione c'è un rapporto di uno a 8 tra agenti e detenuti – ha continuato – Nel carcere sono presenti circa 500 detenuti e a partire da febbraio dovrebbe riaprirsi la seconda sezione detentiva quella che noi chiamavamo 'sezione della vergogna' che seppur ristrutturata non risponde ai requisiti sufficienti per accogliere gli oltre 200 detenuti previsti".  

Marzulli ha poi sottolineato come quello di Bari pur non essendo un carcere di alta sicurezza, ha una sezione ad alta sicurezza destinata ad accogliere i criminali più pericolosi durante i processi. Processi lunghissimi che possono durare mesi e che quindi prolungano la permanenza di criminali pericolosi nel capoluogo pugliese. 

"La collocazione del carcere di Bari - aggiunge il vicesegretario - schiacciato tra i palazzi e alla mercé dei familiari che lanciano dalle mura oggetti all'interno della struttura non fa che rendere la situazione ancora più difficoltosa.  Gli agenti impegnati in turni continuativi che possono durare anche 15 ore sono sotto organico di almeno 90 agenti, il che rende difficile gli spostamenti. Bisogna aggiungere che con la regionalizzazione dell'apparato sanitario è sempre più difficile avere medici all'interno della struttura e quindi si è costretti a portare i detenuti negli ospedali, piantonati, rendendo più semplici le evasioni come è accaduto poco tempo fa a Foggia”.

La situazione sembra  particolarmente critica se si affronta il tema della sezione femminile con le sue 25 recluse dove, contrariamente a quanto previsto dalla legge, "la mancanza di organico ha portato a richiedere l'intervento di agenti maschili. La situazione si fa poi particolarmente dura quando ci sono gli arrivi di bambini, costretti a crescere in celle di tre metri per tre con l'intonaco cadente, quando invece dovrebbero risiedere in case famiglia come è stato fatto a San Vittore.  Il continuo disorganico della polizia porta ad un inasprimento dei rapporti con i cittadini, se non si entra nell'idea che il carcere non può essere una discarica sociale, sarà difficile uscirne - conclude Mastrulli -  I 4250 detenuti pugliesi che vivono negli spazi previsti per 2400 persone, sono in condizioni inumane e hanno bisogno di spazi, così come i poliziotti non possono rischiare la vita per 1200 euro".

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