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'Casa delle culture' al San Paolo: "Ultime autorizzazioni prima dell'apertura"

Audizione in Commissione Trasparenza: i consiglieri hanno chiesto chiarimenti sui "ritardi" nell'avvio della nuova struttura che ospiterà uno sportello per i migranti e zone di accoglienza temporanee

A otto mesi di distanza dal bando per la gestione, la nuova 'Casa delle Culture', struttura di accoglienza ormai completata, situata nella ex scuola 'Azzarita', al quartiere San Paolo, non è ancora aperta poiché si attende il completamento dell'iter di autorizzazioni da parte della ripartizione comunale Lavori Pubblici: questa mattina, a Palazzo di Città, l'argomento è stato affrontato dalla Commissione Trasparenza con un'audizione a cui ha preso parte una dirigente del Welfare (l'assessore Bottalico non ha potuto presenziare).

Ribadita la volontà di aprire al più presto la struttura che si svilupperà su 3 livelli per complessivi 2560 mq, comprendente anche una zona di accoglienza residenziale per i migranti (al primo e al secondo piano), una segreteria e uno sportello per l'integrazione socio sanitaria. Nella 'Casa delle culture' vi saranno spazi per eventi teatrali, una sala conferenze da circa 100 posti, un'aula laboratorio dotata di 35 postazioni informatiche. Il plesso, dove in una parte di competenza del locale Municipio sono già attive alcune associazioni solidali, sarà dotato di impianto di videosorveglianza. Le attività di sportello, affidate con un bando biennale da circa 750mila euro, si svolgeranno per 30 ore settimanali, dal lunedì al venerdì con almeno due aperture pomeridiane. L'attuale struttura di 'front office' è dislocata in un edificio del centro cittadino e l'apertura è stata prorogata fino a fine anno.

Ed è proprio su questo argomento che si sono concentrate le osservazioni delle opposizioni: "L'ennesimo carrozzone - afferma il consigliere comunale M5S Sabino Mangano - dove il costo di gestione supera in maniera abbondante l'obiettivo. Se avessimo dato un contributo di solidarietà diretto per un posto dove dormire avremmo speso un terzo rispetto all'investimento effettivo. E' lo stesos principio per cui siamo contrari al Reddito di Dignità della Regione Puglia, dove a fronte di 5 milioni di euro stanziati, solo 500mila euro rappresentano un contributo effettivo. Per gestire delle emergenze si creano sovrastrutture che hanno costi di gestione a bandi rinnovati. L'unica soluzione è il reddito di cittadinanza". Critica anche Irma Melini (ScelgoBari - Gruppo Misto): "Sembra quasi che all'interno della Giunta non ci si parli, nemmeno tra gli assessori. Non si capisce neppure se il servizio di sportello sia stato sovradimensionato o sottostimato. Quando si parla di persone bisognerebbe garantire maggiore trasparenza possibile e per questo riconvocheremo l'assessore".

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