Cronaca Poggiofranco / Via Giulio Petroni

Voci dalla Rossani occupata: "E' un bene comune di tutti i baresi"

Gli attivisti del Collettivo che occupa la struttura: "Bisogni, desideri e volontà di tutta la città sono più importanti degli interessi che ruotano attorno a quest'area"

L'ingresso è stato spostato di un centinaio di metri lungo via Giulio Petroni. Del 'blitz' dell'altro giorno alla Caserma Rossani, seguito all'ordinanza di sgombero del Comune, restano, per ora, solo i fogli di carta attaccati con lo scotch al muro, che indicano l'inagibilità della struttura. Per ora i ragazzi del Collettivo restano e continuano nella loro opera di rigenerazione della grande 'buco' urbanistico tra Carrassi e San Pasquale, al centro di tanti progetti, mai concretizzati. I giovani, costretti a fine gennaio ad andare via da Villa Roth dopo lo sgombero delle forze dell'Ordine, occupano da quasi 3 settimane le strutture dell'ex Caserma, ricreando lo spirito di condivisione e recupero messi in opera già nella struttura di via Quarto.

Tante idee e cantieri già in opera: skate park, palestra sociale, ciclofficina, sala concerti e spazi culturali. I ragazzi del collettivo lavorano intensamente per recuperare la palazzina che ospitava il Comando della Caserma. Dopo il fallito sgombero di lunedì, il Comune ha subito avviato i primi lavori per mettere in sicurezza parte dell'area: operai hanno eretto una recinzione e stanno procedendo a ristrutturare e a rendere non più pericolanti alcune aree. Presto arriveranno anche i bagni chimici. Più in generale, la sensazione è che, almeno fino alle prossime elezioni, la situazione dovrebbe rimanere tranquilla: "Il messaggio principale dell'iniziativa - spiega Toni, uno degli attivisti - è che bisogni, desideri e volontà di tutta la città, sono più importanti degli interessi che ruotano attorno a quest'area. Prima di 2 settimane fa la Caserma Rossani era solo uno strumento elettorale e nella pratica non era cambiato assolutamente nulla. Dopodiché la questione fondamentale riguarda non solamente un suolo pubblico, ma un bene Comune, e come tale va restituito immediatamente ai baresi".

L'esperienza sta lasciando un segno positivo tra i ragazzi: "C'è un flusso di gente continuo, centinaia di persone al giorno - prosegue Toni - e la domenica gli anziani del quartiere vengono a farci visita. E' un percorso che abbiamo deciso di fare da due anni e mette comunicazione persone di estrazione totalmente diversa, dallo studente del liceo sino al pensionato attraverso la condivisione di saperi e delle competenze". Idee messe in pratica per scuotere un immobilismo nei fatti, di portata quarantennale, non più accettabile per la città.

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