Cronaca

Caso Tarantini, il cronista indagato respinge le accuse davanti al gip

Stamattina l'interrogatorio di Andrea Morrone, ex consulente informatico e cronista del Corriere del Mezzogiorno, accusato di aver violato il sistema informatico della Procura per rubare i verbali dell'inchiesta su Tarantini

E' durato 45 minuti l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Sergio Di Paola del giornalista Andrea Morrone, arrestato due giorni fa con l'accusa di accesso abusivo al sistema informatico della Procura con l'intento di rubare e divulgare i verbali relativi al caso Tarantini e all'inchiesta sulla sanità in Puglia.

Il cronista del Corriere del Mezzogiorno, all'epoca dei fatti consulente informatico della Procura, ha respinto ogni accusa, elencando punto per punto le ragioni della sua innocenza.
Morrone ha infatti smentito di essere la "talpa" del caso Tarantini, spiegando che il computer che secondo i pm egli avrebbe utilizzato per rubare i verbali in realtà non era collegato in rete con gli altri computer della Procura e ciò rendeva di fatto impossibile l'accesso abusivo al sistema.

Il cronista ha inoltre dichiarato che nell'estate del 2009, quando si sarebbe verificata la violazione del sistema a lui imputata, egli non era più in possesso delle password di rete, avendo lavorato come dipendente della ditta che gestiva il sistema informatico della Procura solo fino al 2008.

Morrone ha fornito anche una diversa spiegazione sulla cella telefonica che conferma la sua presunta presenza nel palazzo del Tribunale il 4 agosto 2009, giorno in cui sarebbero stati trafugati i verbali. Il giornalista ha spiegato infatti che i suoi genitori abitano poco distante dal Tribunale, in una zona probabilmente coperta dalla stessa cella telefonica.

Sul suo rapporto di collaborazione con il Corriere del Mezzogiorno ha ribadito di non avere alcun contratto dal febbraio 2010 ma solo un rapporto di collaborazione per il quale percepisce un rimborso a pezzo.
 

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