Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Caso Tarantini, la Procura di Lecce apre un'indagine sui pm di Bari

Dopo aver ricevuto i testi di alcuni intercettazioni telefoniche dalla procura di Napoli, i magistrati di Lecce hanno aperto un fascicolo sull'operato dei colleghi baresi per verificare se ci siano state irregolarità nello svolgimento dell'inchiesta

L'imprenditore Gianpaolo Tarantini

Si complica la vicenda giudiziaria relativa alla presunta estorsione ai danni del premier Berlusconi che vede indagati l'imprenditore della Sanità pugliese Gianpaolo Tarantini e sua moglie Angela Devenuto, finiti ieri in carcere. La procura di Lecce, infatti, ha deciso di aprire a sua volta un fascicolo di inchiesta per fare chiarezza sull'operato dei colleghi magistrati di Bari. La necessità di avviare l'indagine è nata dal testo di alcune intercettazioni telefoniche, inviate dai pm di Napoli a Lecce, in cui Tarantini vanterebbe "agganci" all'interno della Procura di Bari tali da poter influenzare il corso del processo a suo carico, evitando anche la pubblicazione delle sue telefonate con Berlusconi. Nel processo, tra l'altro, Tarantini avrebbe scelto il patteggiamento, liberando così da qualsiasi coinvolgimento il premier, che avrebbe però pagato a caro prezzo quella totale assunzione di responsabilità da parte dell'imprenditore, versando ai coniugi baresi quella somma di 500mila euro (più un "vitalizio" di 20.000 euro al mese) sui quali indaga la Procura di Napoli.

Sui presunti accordi tra i difensori di Tarantini e alcuni magistrati baresi dovrà ora fare chiarezza la Procura di Lecce. Stamattina il sostituto procuratore leccese Antonio De Donno si è recato a Roma per sentire insieme con i colleghi napoletani gli avvocati Nicola Quaranta e Guido Perroni, gli avvocati che hanno difeso Tarantini nei procedimenti a suo carico.
 

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