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Cronaca

Caos Cassa Prestanza, ai dipendenti lettere per richiedere i contributi versati: "Soldi rimasti spesi in consulenze legali"

La denuncia dell'ex consigliere comunale Carrieri: "Un po' come se l'Inps chiedesse agli iscritti l'ammontare dei contributi versati"

"Uno scenario surreale": l'ex consigliere comunale Giuseppe Carrieri bolla così la vicenda del fallimento con liquidazione della Cassa Prestanza dei dipendenti del Comune di Bari. E in una nota ripercorre le ultime vicende che hanno interessato l'organismo d'assistenza di migliaia di dipendenti comunali: "Dapprima le lettere dei liquidatori di Cassa Prestanza ai dipendenti comunali - si legge - con le quali (incredibilmente) si è chiesto di conoscere quanto ciascuno avesse versato negli anni (un po' come se l'Inps chiedesse agli iscritti l'ammontare dei contributi versati..). Poi alcune sentenze dei Tribunali che hanno condannato il Comune (e quindi le casse comunali) a rimborsare una settantina di dipendenti per le trattenute stipendiali  operate negli anni in favore della Cassa (sebbene i lavoratori avessero diffidato il Comune a non operare più le trattenute). Poi le azioni esecutive intraprese da alcuni dipendenti/pensionati per ottenere il pagamento di ingenti somme dovute agli stessi per trattamento di fine servizio".

E punta il dito contro l'amministrazione, che a suo dire spenderebbe i "pochi" soldi rimasti sui conti di Cassa Prestanza - "a fronte di circa 15 milioni di euro che dovevano invece esserci" - tra consulenze, spese legali, compensi di liquidatori e rimborsi per i pensionati comunali in possesso di un qualche titolo esecutivo. "È quindi certamente  il caso che anche i dipendenti in servizio si attivino per tutelare i loro risparmi, evitando di rincorrere le promesse (politiche) di sindaci e consiglieri - conclude Carrieri - primi artefici del fallimento di Cassa Prestanza stante l'omesso controllo di un ente assistenziale comunale che essi avevano il dovere istituzionale di indirizzare e controllare. Prima che la diligenza venga del tutto depredata, è quindi il caso che anche i dipendenti in servizio si muovano legalmente  per evitare oltre il danno anche la beffa".

Fonte foto Giuseppe Carrieri

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