Cronaca

Castel del Monte "un tempio per la cura del corpo", lo studio del Politecnico di Bari

L'ipotesi di due ricercatori baresi della facoltà di Architettura sul castello voluto da Federico II di Svevia e definito dall'Unesco "un capolavoro unico dell'architettura medievale"

Una residenza imperiale per la cura del corpo e dello spirito: secondo una ricerca pubblicata da due ricercatori del Politecnico di Bari è questo il segreto di Castel del Monte, simbolo della Puglia dal XIII secolo, che ha da sempre polarizzato le attenzioni degli studiosi di tutto il mondo. Il castello viene definito dall'Unesco un capolavoro unico dell'architettura medievale, che riflette l'umanesimo del suo fondatore: Federico II di Svevia.

"La sua forma fortemente geometrica e unica rispetto ad altri edifici medioevali, l'articolazione su due livelli, la collocazione geografica, ha prodotto almeno 500 ricerche in tutto il mondo, nessuna delle quali però - si ricorda in una nota del Politecnico - è riuscita a svelare e a convincere fino in fondo i perché di quel castello così 'diverso'". Due ricercatori della Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari, Giuseppe Fallacara e Ubaldo Occhinegro, sostengono, attraverso una ricerca recentemente pubblicata, che quel castello voluto fortemente dall'imperatore, era un tempio dedicato alla cura del corpo e dello spirito. "Castel del Monte - dicono - fu edificato nell'ambito del potenziamento di tutte le strutture fortificate dell'Italia meridionale. Accanto a queste, Federico II, pensò alla costruzione di un tempio, il più magnifico di tutti gli edifici da lui visti ed ammirati, da Palermo a Roma, da Beirut a Gerusalemme. Un tempio per lo spirito, per la cura del corpo e per il culto della bellezza, alla ricerca dell'immortalità che gli spettava di diritto, quale imperatore di tutti gli uomini, eletto direttamente da Dio e lo fa realizzare, secondo tecniche orientali, legate agli Hammam arabi, veri centri di cura del corpo, di origine romana, che si avvalgono dell'uso di vapore, acqua corrente e variazioni di temperatura degli ambienti".

Fallacara e Occhinegro realizzano una ricostruzione del castello attraverso le immagini, così come doveva apparire al visitatore del 1240. Il maniero, nell'insieme, appare "concepito e realizzato come una macchina di ingegneria idraulica, in grado di soddisfare le necessità, forte di 5 cisterne pensili, di cui 2 a piano terra, 5 grandi camini e le relative superfici interne ed esterne, progettate per raccogliere e veicolare le acque meteoriche".

(ANSA)

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