Cronaca Carbonara

Cava di Maso a Santa Rita: nasce la grana burocratica

Un'interrogazione del capogruppo della lista Simeone, Giuseppe Loiacono, rivolta all'assessore ai Lavori Pubblici Lacarra evidenzia un problema burocratico che impedisce l'approvazione del progetto relativo alla Cava di Maso

La Cava di Maso nel quartiere Santa Rita

Nonostante questi giorni di 'tregua metereologica' per la nostra città, continua a tenere banco la vicenda relativa alla sicurezza del quartiere Carbonara-Santa Rita vista la minacciosa situazione della messa in sicurezza dell'alveo del torrente Picone e della Cava di Maso. Proprio relativamente a quest'ultimo sito, si è acceso la scorsa settimana un nuovo focolaio di discussione: un'interrogazione effettuata dal capogruppo della lista 'Simeone di Cagno Abbrescia' Giuseppe Loiacono, indirizzata all'assessore ai Lavori Pubblici Marco Lacarra, ha, infatti, evidenziato delle grane di natura tecnica-burocratica che non permettono l'effettiva approvazione del progetto che porterebbe alla messa in sicurezza della cava. In parole povere, il progetto d'intervento per i lavori di stabilizzazione prevedevano un costo di 6,7 milioni di euro ma la Regione ha approvato solo uno stralcio dei finanziamenti pari a 4,4 milioni. A questo si è accompagnata la bega relativa alla parcella del progettista il quale, nonostante la retribuzione percepita per il progetto primario, pretende un nuovo pagamento.

"Ci troviamo in questa situazione di stallo - ci dice il consigliere Loiacono - per due motivi: il primo relativo al fatto che il progetto inizialmente redatto, quello da 6,7 milioni, non è stato approvato perchè manca l'ok dell'autorità di bacino che non fornisce l'approvazione per via dell'assenza di una parte dei finanziamenti necessari. Per tale motivo è stato redatto un progetto stralcio di 4 milioni e 430mila euro ma, anche questo, è bloccato in quanto il progettista pretende di essere pagato anche se, in realtà, non gli spetterebbe alcuna nuova retribuzione in quanto la sua parcella è stata pagata per il primo progetto. E questo è il secondo problema. Il risultato finale - commenta poi Loiacono - è che si rischia la perdita di questi fondi".

Un rebus irrisolto, insomma, che si complica ulteriormente quando si parla della nuova veste della Cava di Maso dopo i lavori: Loiacono, infatti, sostiene che manchi la chiarezza in merito alla destinazione e alla trasformazione del sito in questione: "Non si riesce a capire cosa vogliono fare della Cava di Maso - dice il capogruppo della lista 'Simeone' -. Si parla di colmatura ma non credo abbiano le idee chiare perchè se si volesse fare la colmatura totale, non avrebbe senso il muro laterale che è stato fatto poco fa. A mio avviso, oltretutto, ci sarebbero altre priorità rispetto alla cava di Maso come, ad esempio, le costruzioni presenti nella lama che creano evidenti problemi nell'eventuale deflusso delle acque. Le attenzioni, però, si concentrano sulla cava anche se, come detto, non sappiamo che fine farà. Verrà ripristinata? Verrà tombata? L'amministrazione comunale, purtroppo, non fornisce una risposta in tal senso”.

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