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Cronaca

Al fianco delle donne vittime di violenza, dalla formazione per il lavoro al cohousing: così si può ricominciare

Prende il via oggi il progetto di inserimento lavorativo per 20 donne assistite dal Centro Antiviolenza del Comune di Bari. Il programma prevede anche la sperimentazione di nuove forme di accoglienza abitativa su richiesta delle partecipanti

Dai laboratori di autoimprenditorialità e start-up a quelli per la produzione di oggetti artistici o di artigianato, per arrivare al tirocinio professionale finalizzato all'inserimento lavorativo. Parte il progetto promosso dal Centro Antiviolenza (CAV) comunale, gestito dalla cooperativa sociale Comunità San Francesco in collaborazione con l’agenzia formativa UNISCO, con l’obiettivo di attivare un percorso di orientamento e inserimento lavorativo rivolto a 20 donne assistite dalla struttura.

Il programma Regione-Comune: lavoro e cohousing

Le attività, finanziate dalla Regione Puglia e dal Comune di Bari nell’ambito del programma “Rafforzare la non violenza”, comprendono una serie di azioni innovative per contrastare la violenza: dal cohousing agli inserimenti lavorativi fino a percorsi di formazione volti a promuovere l’autonomia delle donne aiutandole a raggiungere un maggiore empowerment. Il progetto nasce dall’idea che il lavoro rappresenta un potente strumento attraverso cui rafforzare l’autonomia delle donne vittime di violenza.Le azioni di orientamento lavorativo, perciò, sono finalizzate ad attivare un percorso di inserimento che, partendo da una prima ricognizione dei bisogni, delle competenze e delle potenzialità, sostenga le donne nella fase di definizione del proprio progetto di lavoro e le accompagni nei primi step dell’esperienza lavorativa. Il corso di formazione si svilupperà in due moduli: il primo verterà sul tema “Autoimprenditorialità e start-up di impresa”, mentre il secondo sarà un “Laboratorio teorico pratico di produzione di oggetti di artigianato e/o artistici”. Alle lezioni seguirà l’attivazione di un tirocinio professionale. Per rispondere in modo più efficace alle capacità, attitudini ed esigenze delle donne coinvolte, i percorsi di orientamento e inserimento lavorativo vedranno l’eventuale collaborazione del Servizio sociale professionale del Municipio di residenza e dell’equipe multidisciplinare di contrasto alla violenza. Diverse le azioni previste, tra cui la valutazione e l’orientamento delle donne segnalate, l’elaborazione del progetto individualizzato di inserimento lavorativo, l’avvio di percorsi personalizzati attraverso fasi di formazione, stage, laboratori, monitoraggio delle competenze e azioni di accompagnamento (individuale e di gruppo). La realizzazione del programma sarà monitorata per tutta la durata del progetto, così da poter introdurre modifiche o azioni correttive in tempo reale.

Bottalico: "Percorsi individuali per rispondere ai bisogni delle donne"

“In questi anni abbiamo lavorato costantemente per rafforzare la presenza del Centro Antiviolenza comunale sul territorio cittadino - commenta l’assessora al Welfare Francesca Bottalico - e sviluppare azioni che potessero andare oltre il primo intervento, l’ascolto e la tutela delle vittime di violenza. Questo progetto risponde in modo innovativo ai bisogni delle donne che troppo spesso restano intrappolate nel dramma della violenza. Consentire loro di emanciparsi dal punto di vista economico e abitativo è un passaggio fondamentale nel necessario percorso di ricostruzione della fiducia in se stesse e avvio dell’autonomia personale. I percorsi saranno individualizzati e supportati anche attraverso la sperimentazione di nuove forme di accoglienza da progettare in maniera personalizzata su richiesta delle utenti”.

 
 

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