Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Libertà

Slitta l'apertura del centro ludico nell'ex scuola Melo, genitori sul piede di guerra: "Dove lasciamo i bambini?"

Nel bando disposto dal Comune si parla del 2 novembre come data di avvio per il progetto 'TreTrentaseiMesi'. Mancano otto giorni e non è stata ancora affidata la gestione della struttura nel rione Libertà

Niente centro ludico per i bambini del quartiere Libertà di Bari, almeno non per il momento. Le lungaggini burocratiche bloccano ancora la riapertura del progetto 'TreTrentaseiMesi', ospitato in due centri cittadini, tra cui la scuola Melo al Libertà. La conclusione del primo bando aveva creato più di un problema alle famiglie del rione: le mamme e i papà avevano portato la protesta anche a Palazzo di Città, chiedendo informazioni sulla riapertura del centro ludico.

Il bando in ritardo

Ad inizio ottobre, come promesso dall'assessore al Welfare Francesca Bottalico era apparso sul sito del Comune il bando per disporre la graduatoria delle famiglie aventi diritto ad usufruire gratuitamente del centro ludico. "Il servizio avrà inizio il 2 novembre 2017 e terminerà il 30/06/2018" si legge nell'avviso pubblico, "data che sarebbe stata confermata fino a tre settimane fa - spiega la portavoce delle madri, Linda Miccolupo - dagli impiegati degli uffici comunali preposti". 

Eppure sarà molto difficile che la data venga rispetta e che il centro ludico nell'ex scuola Melo accolga 25 bambini - di cui due diversamente abili - dalle 9 alle 13 per cinque volte alla settimana. La riapertura sarebbe infatti in alto mare, come confermato dallo stesso assessore Bottalico, che però non addebita i ritardi alla gestione del Comune. "Il bando di individuazione delle famiglie è attivo - spiega a BariToday - e si chiuderà nei prossimi giorni. Commissioni esterne all'assessorato stanno mandando in gara l'appalto per la gestione del centro. Una volta che sarà selezionata l'offerta, bisognerà vedere se nessuno presenterà ricorso nel periodo previsto. Solo allora sarà possibile affidare la gestione e riaprire il centro ludico. Difficile quindi definire una data precisa, quindi, ma posso assicurare che i lavori non sono fermi". Al di là delle lungaggini burocratiche, infatti, il Comune ha finanziato con fondi del civico bilancio la seconda stagionalità del progetto, dopo che i 500mila euro disposti dal Ministero erano terminati, concludendo di fatto il servizio a fine luglio.

Il dramma delle coppie lavoratrici

Una procedura burocratica che sarà quasi impossibile completare in poco più di una settimana, ovvero negli otto giorni che ci dividono dal 2 novembre. Da qui la preoccupazione delle madri, che ad oggi possono usufruire solo degli asili nidi comunali, che però - come riportato lo stesso bando - impedirà poi l'utilizzo del centro ludico. "Una situazione che ci infastidisce molto - commenta la Miccolupo -, perché ci lasciano ad attendere una riapertura che sembra slittare sempre. Io e mio marito lavoriamo e finora abbiamo lasciato i bambini ai nonni durante il giorno. Quando questi erano occupati abbiamo dovuto portarli nei centri ludici a pagamento, con un grande dispendio anche economico. Vogliamo delle informazioni certe, sennò diventa impossibile gestire il tempo genitoriale."  

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