Cronaca

Bari ricorda lo sbarco della Vlora: "Fu una grande prova di solidarietà"

L'8 agosto 1991 l'arrivo della nave che trasportava 18mila cittadini albanesi in fuga dal loro Paese. Oggi in Comune la cerimonia per commemorare una pagina importante della storia della città e ricordare la figura del sindaco Enrico Dalfino che con grande umanità e senso delle istituzioni seppe gestire quell'emergenza

Resterà per sempre una delle pagine più importanti della storia di Bari, un evento drammatico, in cui però la città seppe mostrare tutta la sua solidarietà e umanità nei confronti di migliaia di profughi in fuga dal loro Paese. L'8 agosto di 23 anni fa attraccava nel porto di Bari la nave Vlora, con a bordo migliaia di cittadini albanesi in fuga dal loro Paese. Quasi ventimila persone, soprattutto uomini e ragazzi, stipati, ammassati in ogni angolo di quella vecchia nave che li trasportava insieme al loro carico di sogni e di speranze. Furono giorni drammatici per la città, travolta dall'emergenza e dalla necessità di offrire accoglienza ad un numero altissimo di persone. Ma allo stesso tempo, furono giorni in cui Bari diede prova di grande umanità e spirito di accoglienza.

Questa mattina, a Palazzo di Città, sì è tenuta una cerimonia per ricordare il 23° anniversario dello sbarco della Vlora. Presenti il sindaco di Bari Antonio Decaro, l’assessora al Welfare Francesca Bottalico, il Prefetto di Bari  Antonio Nunziante, il Console albanese Breshanaj Naureda e esponenti della vita politica e amministrativa di quegli anni.

L'evento ha preso avvio con la visione di uno stralcio del film documentario "La nave dolce" di Daniele Vicari, sequita dalla consegna delle Stele nicolaiane della solidarietà ad Anna Dalfino, vedova di Enrico Dalfino, sindaco dell’epoca, a Luca Turi, fotoreporter barese che con i suoi scatti raccontò quei giorni drammatici, e alla memoria di Liborio Loiacono, cronista della Gazzetta del Mezzogiorno.

"Oggi ricordiamo una vicenda che ha segnato la storia della nostra città. - ha commentato il sindaco Antonio Decaro - Una città che ha legato il suo destino al mare. Dallo stesso mare da cui 23 anni fa arrivava a Bari la nave Vlora. Una nave che dall’Albania traghettava sulla nostra costa la speranza di 18.000 persone che fuggivano da uno stato di dittatura e oppressione alla ricerca di un futuro migliore nel nostro paese, che la televisione descriveva come un paradiso da raggiungere. In questi giorni mi sono spesso chiesto cosa avrei fatto se fossi stato io Sindaco di Bari in quella situazione. Non so se avrei avuto tanta forza d’animo e il coraggio necessari. È per questo che qui, oggi, voglio ricordare con rispetto e grande ammirazione la prova di solidarietà e senso istituzionale del sindaco Enrico Dalfino, la sua forza e la sua grande umanità".

"Io dal Sindaco Dalfino voglio prendere esempio, - ha proseguito Decaro -  e credo che in un momento come questo ogni amministratore debba prenderne esempio. Perché una città che accoglie è una città migliore. Ed è con grande orgoglio che oggi voglio ricordare la capacità straordinaria di accogliere e prendersi cura  degli altri, che i baresi hanno dimostrato in quella occasione 23 anni fa. In una situazione complicata come quella i baresi non hanno avuto paura e non si sono fatti travolgere da sentimenti negativi. Hanno aperto le porte della propria casa per ospitare le donne e gli uomini che, affamati ed assetati, cercavano conforto nella nostra città. In tanti hanno offerto il proprio tetto e il proprio cibo senza chiedere nulla in cambio. Questo mi rende fiero di far parte di questa comunità e di rappresentare la mia città, e spero che questo non cambi mai. Spero che Bari resti sempre aperta e disposta a dare solidarietà e conforto a chiunque abbia bisogno del nostro calore".

"Ma questa non è solo una storia di accoglienza, è anche una storia di integrazione. È una storia che ha cambiato il volto della nostra città. Molte di quelle 18.000 persone furono  rimandate nel loro paese di provenienza, ma tante sono rimaste nella nostra città, arricchendo il nostro tessuto sociale e contribuendo alla crescita della nostra città con la loro storia e le loro tradizioni. Io ringrazio il Console e tutti i cittadini albanesi, a cui dico che non li abbiamo mai considerati degli ospiti, non lo sono più da tanto tempo, sono a tutti gli effetti cittadini baresi".

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