Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca Carbonara / Piazza di Carbonara Umberto I

A Carbonara il ricordo di Gaetano Marchitelli, "Ma la memoria diventi impegno"

Questa mattina la cerimonia organizzata da Libera Puglia per ricordare la morte del 15enne, ucciso per errore in una sparatoria tra clan la sera del 2 ottobre 2003

La memoria che diventa impegno, il ricordo di una tragedia che si deve trasformare in forza per un'intera comunità, per continuare a lottare affinché quello che è accaduto nono si ripeta più. E' questo l'invito che si leva dalla piazza di Carbonara, dove questa mattina cittadini, studenti e rappresentanti delle istituzioni si sono ritrovati per ricordare Gaetano Marchitelli.

Gaetano aveva 15 anni quando, la sera del 2 ottobre 2003, rimase ucciso per errore in una sparatoria tra clan avvenuta davanti alla pizzeria nella quale lavorava come garzone. Una vittima innocente di mafia, Gaetano, una vita spezzata tragicamente come quella del 16enne Michele Fazio, a Bari vecchia, o del 39enne Giuseppe Mizzi, sempre a Carbonara.

A nove anni di distanza, il dolore di quella tragedia resta, per la famiglia e l'intera comunità barese, così come resta vivo il ricordo di Gaetano e deve restare la voglia di continuare a lottare contro la mafia. Alla manifestazione, accanto ai genitori di Gaetano, Vito e Francesca, il sindaco di Bari, Michele Emiliano, Gloria Vicino, responsabile memoria del Coordinamento provinciale Libera Bari e Alessandro Cobianchi, referente regionale Libera Puglia. E poi ancora i familiari di Michele Fazio e Giuseppe Mizzi, le più alte cariche delle forze dell’ordine e le delegazioni di studenti e docenti dell’Istituto comprensivo ‘De Marinis’ e dell’Itc ‘Piero Calamandrei’.  

“Siamo qui per ricordare Gaetano e per fare in modo che quanto accaduto nove anni fa non si ripeta più”, ha esordito mamma Francesca. Al papà di Gaetano il peso del ricordo: “Quando uccisero il mio Gaetano, io ero al lavoro. E io rifiutai di crederci. Per tutta la notte negai che fosse avvenuto sul serio quel che era avvenuto. Presi coscienza soltanto il giorno dopo, quando vidi il suo corpo in obitorio”. Da Vito, anche un messaggio alle istituzioni: “Non lasciate soli i nostri ragazzi. Loro sono il nostro futuro. Aiutateli a ritrovare la speranza”.


“Gaetano era un ragazzo solare, che aveva passione per tutto. Sorrideva anche delle cose semplici. Aveva compreso fino in fondo il senso profondo della vita”, il pensiero del sindaco di Bari, Michele Emiliano. Emiliano ha invitato inoltre i cittadini a diventare padroni del proprio quartiere, sottraendolo alla criminalità organizzata e a tutti quelli “il cui futuro è in carcere o al cimitero”.

A chiudere la mattinata, Alessandro Cobianchi, referente regionale Libera Puglia, che ha sottolineato la durezza della giornata. “Anno dopo anno, leggendo i nomi delle strade, ci accorgiamo sempre più consapevolmente di trovarci immersi in una toponomastica del dolore da cui non riusciamo a sottrarci”. Una forma, ha spiegato Cobianchi, che comunque contribuisce, anche se in maniera parziale, a tenere vivo il ricordo delle vittime. “Tuttavia – ha rimarcato il referente dell’associazione di don Luigi Ciotti – se per voi familiari è sacrosanto il diritto al dolore, noi soggetti dell’associazionismo non possiamo adagiarci sulle commemorazioni. Non possiamo adagiarci sul ricordo. Dobbiamo operare quotidianamente per riprenderci le piazze, recuperare il nostro diritto a camminare, ridere, lavorare, vivere”.

“Insomma – ha concluso Cobianchi – è necessario convertire la memoria in impegno, laddove impegno significa tirare la gente giù dalle case, portarla in strada. Sostituire i gonfaloni e le bandiere con la presenza fisica di ognuno. Affinché ognuno di noi sia, di per sé, una bandiera di giustizia”.

 

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