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Trasferta negata, le ragioni del Questore. La moglie di Franco Mancini: "Divieto mi rattrista"

Il Questore di Bari ha motivato la decisione del Viminale. Delusione da parte della moglie di Franco Mancini, ex portiere di Bari e Foggia: "Con grande amarezza sarò a Bari senza il tifo rossonero"

Il Ministero dell'Interno ha ufficializzato ieri il divieto di trasferta dei tifosi foggiani in occasione del derby di Coppa Italia tra Bari e Foggia in programma domenica sera al San Nicola, per il timore di tafferugli tra le due tifoserie .

La decisione ha provocato grande delusione e rabbia da parte di entrambe le fazioni. A causa di una minoranza violenta, saranno ancora una volta le persone per bene a pagare dazio.

Bari-Foggia, oltre al sapore di un derby che manca da quasi un ventennio, sarà dedicata al ricordo di Franco Mancini, storico portiere che ha militato in entrambe le formazioni pugliesi (293 presenze col Foggia, 95 con il Bari), scomparso nel 2012 a causa di un attacco di cuore a soli 47 anni.

Mancini, pur avendo giocato per due squadre divise da un'intensa rivalità è stato amatissimo da ambedue le tifoserie, per questo le società hanno di comune accordo deciso di ricordarlo prima del fischio d'inizio. Per i motivi sopraelencati, tuttavia, il tifo rossonero sarà assente forzao.

Una circostanza che amareggia e non poco anche Chiara Carpano, moglie di Mancini, che sulla sua pagina di Facebook ha espresso con grande tristezza la sua opinione sulla vicenda: "Per la seconda volta in meno di tre anni dovrò essere presente ad una festa in onore di Franco senza che il popolo rossonero possa prenderne parte: nel 2013 a Matera trasferta vietata a tutti ( non c'era tessera eravamo in serie D) ed ora anche ai tesserati! Con lo sguardo fiero e a testa alta saró a Bari, con tanta tristezza nel cuore, ma lui mi ha insegnato ad essere così... Nel mio cuore ci sarete tutti ma proprio tutti voi tifosi rossoneri dai gruppi organizzati non tesserati ai tesserati, dal più grande al più piccolo..

Successivamente il Questore di Bari, Antonio De Iesu, è intervenuto ai microfoni del TG3 Puglia, per motivare ulteriormente la decisione di vietare la trasferta ai tifosi rossoneri: "Le Autorità devono valutare i profili di rischio delle partite - ha esordito il Questore. - L'obiettivo non è giocare in un campo blindato ma garantire la sicurezza delle famiglie che vanno allo stadio".

"Le nostre informazioni, gli elementi che ci hanno portato a richiedere al Viminale il divieto di trasferta - continua De Iesu - sono ben documentati (precedente del 2012 Foggia-Lumezzane e il gemellaggio Bari-Barletta ndr). Questo ha delineato un quadro inquietante e delicato, per questo il Prefetto ha inviato a Roma la richiesta del divieto di trasferta. Nell'ambito delle tifoserie ci sono degli elementi che possono creare grossi problemi".

Sulla possibilità che qualche ultrà foggiano raggiunga lo stesso il capoluogo pugliese il Questore conclude: "Mi auguro che nessun tifoso del Foggia venga lo stesso a Bari. Se si verificasse, non si parlerebbe di tifosi ma di criminali, e comunque saremo pronti a contrastarli".
 

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