Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca San Pasquale / Via Re David Giuseppe

Chiude il dormitorio via Re David, Macina: "I poveri meritano risposte"

Problemi amministrativi e la Provincia è costretta a chiudere. I volontari di In.Con.Tra: "Circa 60 persone non sanno dove andare a dormire, la politica si faccia sentire"

Un’altra notte e poi il dormitorio di via Re David verrà chiuso. A lanciare l’allarme è l’associazione In.Con.Tra, che da circa due mesi si occupa della gestione della struttura accogliendo, ogni giorno, circa 60 persone senza fissa dimora. I locali della Provincia erano stati destinati ad offrire ricovero a quanti rimangono fuori dai principali circuiti di accoglienza della città. “Sembra che la Provincia non possa occuparsi di questi temi e pertanto ci sarebbe un problema nel giustificare le spese sostenute – spiega Gianni Macina, presidente di In.Con.Tra. - . Ci è stato spiegato che ci sono problemi di carattere amministrativo e finanziario, ma noi invitiamo tutti gli altri enti locali a fare la propria parte perché decine di persone da domani non sapranno dove andare a dormire”.

Tra i senza fissa dimora queste sono ore di tensione. Nella mattinata i volontari di In.Con.Tra hanno raccolto la disperazione e la tristezza degli ospiti, molto preoccupati della situazione: “Il nostro auspicio è che il dormitorio riapra, ma nel frattempo invitiamo le altre istituzioni, come ad esempio il Comune, ad aumentare la capienza della tendopoli della Croce Rossa; insomma occorre farsi carico di queste persone almeno fino alla definitiva chiusura della stagione invernale”.Gianni-Macina-2

“Gli ospiti che accogliamo la sera non sono semplici clochard - continua - ogni sera ospitiamo persone che sono crollate nella povertà nell’arco di pochi mesi: pensionati, ma anche uomini e donne che, da un giorno all’altro, si ritrovano senza lavoro o prive di sostegno famigliare: è gente che non può essere abbandonata”. All’associazione non sono arrivate risposte ufficiali dagli enti locali. I volontari continuano il loro lavoro, ma temono che la tensione fra i senza fissa dimora possa degenerare. “Fanno domande e nessuno sa rispondergli – conclude - Macina -. Noi non possiamo fare di più di quello che già facciamo grazie all’aiuto di tantissime persone. Ora è la politica che deve fare la propria parte, noi siamo pronti a dare una mano, come sempre”. In campagna elettorale qualcuno si ricorderà dei poveri? Ai posteri l’ardua sentenza.

*Nella foto Gianni Macina, presidente dell'associazione In.Con.Tra

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