Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca San Pasquale / Via Re David Giuseppe

Dormitorio, parlano i senzatetto: “Non lasciateci al freddo”

Nonostante la chiusura annunciata dalla Provincia, una quindicina di senzatetto non abbandona l'immobile: "I baresi ci aiutino, abbiamo fame e paura del freddo"

Attendono una risposta. Non vogliono andarsene perché, dicono, “il freddo fa paura”. In via Re David alcuni dei senza fissa dimora che hanno deciso di occupare il dormitorio resistono e non hanno voglia di mollare. Tra di loro, però, prevale la rabbia per non essere considerati. “Vogliamo almeno superare l’inverno – afferma un ragazzo migrante -. Ci hanno fatto sistemare con la promessa di un tetto per tre mesi e ora ci dicono di andare per strada: ma che storia è questa?”.

La maggior parte di loro vive di espedienti: l’elemosina all’incrocio di una strada e qualche lavoretto di carico e scarico sono le occupazioni fondamentali. C’è anche chi ha perso un posto di lavoro e si è ritrovato di colpo risucchiato nella crisi più nera: “Sono stato licenziato da quasi un anno – ci racconta un uomo che preferisce non rivelare la propria identità -. Stavo bene, non mi mancava niente ma non sono riuscito a trovare un'altra occupazione; mi sono ritrovato nella miseria nel giro di pochi mesi”.

Molti degli ospiti hanno deciso di andarsene, una volta che dalla Provincia è arrivato l’obbligo di abbandonare la struttura per problemi amministrativi (pare che l’ente di via Spalato non possa rendicontare le spese sostenute nella gestione del dormitorio perché materia non rientrante tra le sue competenze, ndr). A chi è rimasto ad occupare l’immobile,  la sera arriva qualche pasto caldo. “Abito nei paraggi – commenta Nicola L., 55 anni – Sono solidale nei confronti di queste persone perché sono quelli che non hanno voce in questa società. Le istituzioni possono e devono fare molto di più”.

All’interno dell’immobile regna la confusione. Materassi accatastati, bagni sporchi, cattivi odori diffusi per i corridoi.  Tra di loro che c’è anche una donna che racconta di essere in dolce attesa. Non manca chi ha l’influenza e richiede cure mediche. “I baresi ci aiutino, abbiamo bisogno di mangiare e proteggerci dal freddo”. Un grido a cui gli enti locali  non possono più fra finta di nulla!

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