Turi: chiude la postazione del servizio 118, Longo: "E' un'assurdità"

I cinque infermieri impiegati nel presidio sono stati trasferiti in altre sedi. Il consigliere Udc Peppino Longo: "Un'assurdità se si considera che il paese non ha mai avuto né un ospedale e né un punto di primo intervento"

Da qualche giorno il comune di Turi non ha più la postazione del servizio 118. I cinque infermieri che operavano nel presidio sono stati trasferiti in altre sedi, divisi tra Casamassima e Triggiano. Una situazione che proprio non va giù ai cittadini, che vedono il loro Comune privato dell'unico servizio sanitario presente, perchè a Turi non c'è l'ospedale, ma neppure c'è mai stato un punto di primo intervento. A farsi portavoce delle proteste dei residenti è il consigliere regionale dell'Udc Peppino Longo:

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"Siamo alle solite, - scrive Longo in una nota - con la forbice di Regione e Asl che taglia qua e là per risparmiare finendo col penalizzare intere comunità che si sentono abbandonate e dimenticate. Questa volta la scure ha toccato la postazione del servizio 118 di Turi, in provincia di Bari, che ha perso i cinque infermieri, trasferiti in altre sedi. Un'assurdità se si considera che il paese non ha mai avuto né un ospedale e né un punto di primo intervento".

"Mi chiedo - continua Longo -  con quale criterio Asl e Regione prendono questa decisioni? Non ci si rende conto che l'estate è un periodo fortemente a rischio per effettuare tagli di questo genere in quanto le richieste di interventi sono maggiori? Abbiamo ormai capito che la giunta regionale, nell'anno delle olimpiadi, si è specializzata nello sport dei tagli ma non si può continuare a penalizzare i cittadini e a creare ulteriori disagi e rischi".

"Con la scusa di questo maledetto debito sanitario (che, però, è già in gran parte ripianato) si continuano a prendere decisioni fortemente penalizzanti per la comunità e a cui sarà difficile mettere le pezze in futuro. Prima di prendere le decisioni è necessario che il governatore dia indicazioni ai suoi collaboratori di rifletterci su milioni e milioni di volte, proprio quanti sono i milioni che i pugliesi pagano di tasse per coprire il buco della sanità"

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