"La DaD? Distruzione a distanza", ai cancelli della scuola il cartello di protesta delle mamme: "Non fermate le lezioni in presenza"

L'iniziativa di un gruppo di mamme di alunni del plesso Gandhi della scuola Re David: "Abbiamo visto le difficoltà incontrate dai nostri figli a marzo, chiediamo alla Regione di rivedere la decisione"

Il cartello affisso all'ingresso del plesso Gandhi

"Non fermate la scuola. La didattica a distanza è la distruzione dell'istruzione". L'appello lanciato da un gruppo di mamme di bimbi che frequentano la primaria nel plesso Gandhi dell'istituto 'Re David' a Bari, si unisce alle tante voci di genitori pugliesi che, in queste ore, stanno protestando per il provvedimento della Regione che sospende, a partire da domani, le lezioni in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado (ad eccezione degli asili). Questa mattina, in occasione dell'ultimo giorno di scuola prima del passaggio alla didattica a distanza, alcune mamme hanno voluto manifestare il proprio dissenso, affiggendo un cartello all'ingresso della scuola in via Celso Ulpiani.

La richiesta, chiara, rivolta alla Regione, è quella di ripensarci, di fare un passo indietro: "L'ho sperimentata nei mesi scorsi con le mie figlie - spiega a Baritoday una delle mamme promotrici dell'iniziativa - La dad non funziona per niente. I bambini si sono trovati in difficoltà, noi genitori abbiamo fatto il doppio lavoro, abbiamo fatto da insegnanti, da psicoterapeuti, abbiamo dovuto spiegare nozioni con una metodologia che non conoscevamo". "Vogliono fermare la scuola - prosegue - ma i numeri dei contagi per giustificare questa decisione non ci sono. I bambini usano la mascherina, le regole sono rispettate, nel nostro plesso, ad esempio, non c'è stato alcun caso di contagio, perché fermarsi?". "I nostri figli - sottolinea ancora la mamma -  hanno bisogno di istruzione ma anche di stare con gli altri, hanno bisogno dei loro insegnanti che li guidino. E invece in un momento in cui tutti continuano a fare i propri interessi, la scuola viene messa a tacere così". A pesare è anche l'incertezza relativa alla durata del provvedimento: "Ci sembra una presa in giro: inizialmente si era parlato di due settimane, ora se tutto va bene fino al 24 novembre, che sicuramente diventerà 24 dicembre, per rivederci forse a gennaio". 

Intanto, mentre anche la ministra dell'Istruzione Azzolina ha invitato in queste ore il presidente della Regione, Michele Emiliano, a riaprire le scuole, gli istituti pugliesi si preparano a ripartire con la didattica a distanza. Restano le istanze di tanti genitori, e la necessità di spiegare, soprattutto ai più piccoli, che dai prossimi giorni la scuola tornerà ad essere dietro e dentro lo schermo di un computer: "Come l'ho raccontato alle mie figlie? Ho detto loro: andate, oggi è l'ultimo giorno di scuola, poi ci facciamo una vacanza. La più piccola mi ha detto: mamma, ma io voglio andare a scuola. Le ho risposto: per il momento va così, cerchiamo di riparare quello che c'è in giro. Non me la sono sentita di dirle che in realtà non sappiamo quando torneranno a scuola".
 

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