Cronaca

Cie, il tribunale decide: "Novanta giorni per i lavori, necessario garantire i diritti umani"

Il giudice civile fissa un termine per la realizzazione degli interventi all'interno del Centro di Identificazione ed Espulsione di Bari. L'associazione Class Action Procedimentale: "Ulteriore tappa verso la chiusura"

Novanta giorni per portare a termine i lavori all'interno del Centro di Identificazione ed espulsione di Bari. E' arrivata oggi la decisione del giudice civile del Tribunale di Bari Francesco Caso, che ha ordinato al Ministero dell'Interno e alla Prefettura di Bari di realizzare gli interventi "necessari e indifferibili" per garantire condizioni minime di rispetto dei diritti umani all'interno della struttura.

A darne notizia è l'associazione Class Action Procedimentale, che qualche tempo fa si è fatta promotrice di una class action per chiedere la chiusura del Cie di Bari. E secondo i legali dell'associazione, la decisione odierna segnerebbe proprio "un'ulteriore tappa per la definitiva chiusura" della struttura, più volte finita al centro di polemiche per le sue pessime condizioni - documentate da tempo anche da una perizia ordinata dal Comune di Bari - che di fatto violerebbero i diritti umani di chi è costretto a stare nel centro.

"Il Tribunale - spiegano sul sito web dell'associazione gli avvocati Luigi Paccione e Alessio Carlucci - ha dunque accolto gran parte delle nostre richieste, formulate con lo strumento giuridico dell'azione popolar". ''Questo importante provvedimento per noi - aggiungono - costituisce un'ulteriore tappa per la definitiva chiusura di una struttura carceraria extra ordinem che calpesta i valori fondamentali di tutela dei diritti umani su cui si basa l'ordinamento costituzionale della nostra Repubblica".

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