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"Senza il cinema muore via Giulio Petroni". Chiude l'Armenise, residenti preoccupati

La storica sala chiuderà i battenti a gennaio: al suon posto una palazzina di 4 piani. I timori dei commercianti e degli abitanti della zona: "Altro colpo a Carrassi dopo spostamento mercato e ridimensionamento Asl". Uno dei gestori: "Costi insostenibili". In piedi l'ipotesi cinema d'essai

"Se, dopo il mercato e il ridimensionamento della Asl ci tolgono anche il punto di riferimento rappresentato dal cinema, via Giulio Petroni rischia di morire". Lo spettro è quello di una nuova via Manzoni ma la speranza è che non sia così. Tra un paio di mesi, precisamente il 17 gennaio, con il nuovo film di Checco Zalone, si spegneranno le luci dell'Armenise, la storica sala cinematografica inaugurata nel 1954. Dopo 61 anni in cui generazioni di baresi hanno passato serate ad ammirare i nomi più prestigiosi del grande schermo, tra titoli da Oscar e commedie all'italiana.

Gli elevati costi di gestione hanno costretto però i proprietari a vendere l'edificio, nonostante la frequenza degli spettatori sia rimasta a livelli accettabili, tenendo conto della forte concorrenza rappresentata dai multisala. Al posto dell'edificio sorgerà una palazzina di 4 piani con alcuni locali anche ad uso commerciale: "Tasse e spese di manutenzione - spiega Pino Armenise, uno dei gestori, nipote dello storico fondatore del cinema - sono insostenibili e non abbiamo ricevuto aiuti concreti alle istituzioni. Ormai a Bari sopravvivono solo sale parrocchiali agevolate dall'esenzione dell'Imu e sale d'essai. Sono molto dispiaciuto ma quando ti ritrovi da solo a combattere non puoi farci nulla".

Oltre alla perdita di un nome storico della città, la chiusura dell'Armenise ha però generato preoccupazioni tra residenti e commercianti del quartiere Carrassi: "C'è molto dispiacere - racconta un'esercente - tra la gente. Rischiamo di veder sparire un punto di riferimento anche per il passeggio su via Giulio Petroni, destinato inevitabilmente a calare, con evidenti conseguenze dal punto di vista sociale ed economico". Quindici consiglieri del Municipio 2 hanno già siglato un appello contro la demolizione e nei negozi sono state raccolte già alcune centinaia di firme. Le preoccupazioni di un abbandono sempre più evidente di via Giulio Petroni sembrano superare anche la nostalgia e la tristezza dovuta alla perdita di un luogo caro: i recenti fatti di cronaca, inoltre, a cominciare dalla sparatoria del 3 novembre, hanno acuito ansie e timori.

La strada però sembra essere oramai tracciata. La speranza è che ci possa essere, come nei miglior film, un lieto fine: "Il mio sogno - spiega Pino Armenise - sarebbe quello di trasformare il cinema in una sala d'essai, da circa 100 posti, in modo da proseguire l'attività, Siamo artigiani della cultura, non imprenditori, e in passato abbiamo puntato spesso sul cinema indipendente". Per la 'nuova vita' dell'Armenise ci sarebbero contatti in corso. La lunga storia, chissà. potrebbe non essere giunta al capolinea.

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