Distrutti quaranta ettari di terreno coltivato a ceci, gli agricoltori: "Emergenza" cinghiali nel parco Alta Murgia

Gli animali avrebbero devastato un'area in agro di Altamura. La Cia: " Al continuo incremento della fauna selvatica, e alle sue conseguenze più nefaste, non è stato ancora posto alcun freno"

Quaranta ettari di terreno coltivati a ceci, all'interno del Parco dell'Alta Murgia, in agro di Altamura, distrutti dai cinghiali. La denuncia arriva dalla Cia che sottolinea come il titolare avesse speso " solo per il seme 11mila euro, senza tenere conto di tutti gli altri costi sostenuti per la preparazione del terreno. "Dopo le diverse denunce a tutti i livelli della nostra Confederazione - afferma Felice Ardito, presidente provinciale Cia Levante - la situazione non si sblocca. I cinghiali continuano ad aumentare e nessuno provvede a risolvere il problema. Al continuo incremento della fauna selvatica, e alle sue conseguenze più nefaste, non è stato ancora posto alcun freno. La salvaguardia della fauna selvatica è importante, ma ancora più importante è la sopravvivenza delle imprese agricole, uniche vere realtà che presidiano e valorizzano il territorio, oltre a generare economia per le proprie famiglie e per il territorio. Abbiamo bisogno di un controllo efficace della fauna selvatica e la garanzia del giusto risarcimento per le aziende che subiscono attacchi imputabili alla fauna selvatica in generale. Ora non ne possiamo più e chiediamo al Parco dell'Alta Murgia e all'Assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Leonardo Di Gioia la convocazione urgente di un tavolo per attivare ogni iniziativa utile ad affrontare energicamente l'emergenza".

“Alle nostre istituzioni regionali - ha aggiunto il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba - chiediamo di essere attente e solerti nell’operare tempestivamente per affrontare di petto la questione. CIA Puglia continuerà ad offrire ogni contributo, per quanto le compete, utile a risolvere un problema che negli ultimi anni sta assumendo dimensioni e caratteristiche sempre più drammatiche. Le aziende agricole e zootecniche - ha  concluso Carrabba - devono essere tutelate al pari della fauna selvatica, anche perché rimangono l’ultimo presidio di alcuni territori e contribuiscono in maniera decisiva alla tenuta del tessuto sociale ed economico di quelle aree”.

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