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"Lupi e cinghiali sempre più numerosi", l'allarme di Coldiretti: "A rischio coltivazioni e allevamenti"

L'associazione degli agricoltori: "Oltre 11 milioni di euro di danni da fauna selvatica in Puglia"

Bestiame ucciso dai lupi nelle stalle e coltivazioni distrutte dai cinghiali. Episodi sempre più frequenti - denuncia la Coldiretti - secondo cui "nel giro di dieci anni cinghiali e lupi sono raddoppiati, mettendo a rischio non solo le produzioni agroalimentari, gli animali nelle stalle e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la vita stessa di agricoltori e automobilisti, come testimoniato dai frequenti incidenti stradali, anche con feriti gravi".

"Si stanno moltiplicando le denunce di aggressioni dei lupi ai danni di vitelli e pecore nelle province di Bari e Taranto – spiega il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – in particolare a Putignano, Noci, Martina Franca e Mottola. Le prede o spariscono perché i lupi le portano via o vengono azzannate alla giugulare e lasciate morte in loco oppure se ne ritrovano solo brandelli. I numeri la dicono lunga sulla necessità di innalzare il livello di allerta e programmare efficaci attività di riequilibrio della fauna selvatica che mette a repentaglio la stessa incolumità delle persone. L’Istituto Zooprofilattico di Foggia sta effettuando le analisi sul DNA ed è emerso che le aggressioni avvengono ad opera sia di lupi e che di predatori nati da incroci tra i lupi e i cani inselvatichiti".  

"Il fenomeno è in crescita – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – perché durante il periodo estivo i lupi si sono spostati in Basilicata alla ricerca di acqua, mentre nelle ultime settimane sono tornati in Puglia, si sono insediati, soprattutto, nelle aree boschive e, complice la luna piena, vanno a caccia. In Puglia sono enormi i danni causati dalla fauna selvatica. I cinghiali distruggono le coltivazioni e attaccano gli uomini e gli animali allevati, come i lupi e i cani inselvatichiti, gli storni azzerano la produzione di olive e distruggono le piazzole, le lepri divorano letteralmente interi campi di ortaggi, i cormorani mangiano i pesci negli impianti di acquacoltura, con un danno pari ad oltre 11 milioni di euro. Gli agricoltori stanno provvedendo a recintare a proprie spese con costi considerevoli le aziende agricole per difendersi dai cinghiali che distruggono strutture e produzioni. Si tratta di una situazione insostenibile che sta provocando l'abbandono delle aree interne, con problemi sociali, economici e ambientali".

Sempre più numerose - conclude l'associazione - sono le segnalazioni di danni provocati da cinghiali e lupi, che pur vivendo in aree protette e zone boschive, "inevitabilmente sconfinano e fanno razzia nelle aziende agricole e si riversano sulle strade limitrofe ed in prossimità dei centri abitati".
 

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