Cronaca

Cittadella della Giustizia, Corte Ue dà ragione al Comune: sì all'appalto pubblico

Depositata la sentenza della Corte di Giustizia europea relativa alla controversia con l'impresa Pizzarotti: i giudici hanno dato ragione all'amministrazione comunale, riconoscendo una violazione della normativa sugli appalti pubblici

Per aggiudicare la realizzazione della Cittadella della Giustizia è necessario "un appalto pubblico di lavori" e non una semplice "ricerca di mercato" (come quella avviata dalla giunta del centrodestra nel 2003). E' quanto stabilito dai giudici della Corte di Giustizia europea, che questa mattina hanno depositato la sentenza relativa alla controversia che da anni vede il Comune di Bari contrapposto all'impresa Pizzarotti Spa, che avrebbe dovuto occuparsi della costruzione della sede in cui sarebbero stati accorpati tutti gli uffici giudiziari baresi.

I giudici hanno quindi dato ragione al Comune, ravvisando una violazione della normativa europea sugli appalti, nella procedura che prevedeva la realizzazione della sede del valore di 330 milioni di euro (con 43 mln di finanziamento ministeriale) e "atto di impegno a locale" pari a 3,5 milioni di euro per i 18 anni di durata del contratto di locazione.

La vicenda giudiziaria è tuttora aperta dinanzi al Consiglio di Stato.  E proprio quest'ultimo, secondo i giudici, potrebbe ora ordinare, come richiesto dal Comune di Bari, di chiudere il vecchio procedimento dell'indagine di mercato senza accogliere nessuna proposta e di aprire un nuovo procedimento, che rispetti la normativa dell'Unione in materia di appalti pubblici di lavori.

Soddisfatto della sentenza il sindaco Antonio Decaro, che ha sottolineato come la decisione dei giudici abbia riconosciuto in toto la linea sostenuta dal Comune di Bari. "E’ una vittoria della città e delle regole democratiche - ha commentato Decaro -  Questa sentenza restituisce ai cittadini e al Consiglio comunale il potere di incidere nelle decisioni del futuro sviluppo del territorio della nostra città. Non ho mai avuto, ne assunto, una posizione ideologica su questa vicenda. Ho sempre detto che avremmo aspettato la sentenza per decidere i successivi sviluppi e per dare una risposta adeguata, e non più rinviabile alle esigenze degli uffici giudiziari. Ringrazio Michele Emiliano e i nostri legali Aldo Loiodice, Isabella Loiodice e l’avvocato civico Rossana Lanza per il risultato conseguito. Ora attendiamo il pronunciamento del Consiglio di stato".

Il primo cittadino ha poi sottolineato la necessità di trovare ora soluzioni alternative per le sedi degli uffici giudiziari, ricordando la possibilità di riutilizzare edifici già esistenti come le caserme dismesse.

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